Extra_GFC_Campi_Il campo del GRF Fabio Filzi di via Melchiorre Gioia

Approfondimento di Alberto Schiavi e Marco Giani

Introduzione (Leggere attentamente)

La finalità del seguente testo è esclusivamente quella di studio, non quella di lucro. Se qualche possessore dei diritti delle immagini usate volesse contattare gli autori (in qualche caso non è stato purtroppo possibile risalire alla fonte), può scrivere al responsabile del sito.

Pur essendo il testo frutto di una collaborazione, si consideri la parte in nero come opera prevalentemente di Alberto Schiavi, la parte in viola opera prevalentemente di Marco Giani.


Domenica 11 giugno 1933 le due squadre interne del Gruppo Femminile Calcistico (il GS Ambrosiano, in maglia a strisce nerazzurre, e il GS Cinzano, in maglia obliqua rossa e blu) giocarono la prima partita pubblica, di fronte ad un migliaio di spettatori, nel campo Fabio Filzi di via Melchiorre Gioia.

[#1] Articolo e tabellino della partita.
Fonte: Il Calcio Illustrato, 14 giugno 1933, p. 12
[#2] In una lettera di qualche giorno prima (pubblicata con un po’ di ritrardo da “Il Tifone”, testata sportiva romana), le calciatrici milanesi avevano annunciato pubblicamente che avrebbero calcato il campo di via Melchiorre Gioia. Fonte: Il Tifone, 13 giugno 1933, p. 3.

Il campo era una struttura sportiva del Gruppo Rionale Fascista (d’ora in poi: GRF) Fabio Filzi, avente sede dal 1938 nell’edificio sito in via Tonale, angolo Fabio Filzi (#3).

[#3] La sede del Gruppo Rionale Fascista Fabio Filzi, situato fra Via Tonale e Via Fabio Filzi (1935).
Fonte: MilanoAtraverso.

Nel 1933, però, la sede del Gruppo Sportivo del GRF Filzi era ancora sita in via Schiapparelli 2 (nel 1939 risulterà in via Ponte Seveso 16). Il GRF Fabio Filzi (su cui vd. anche Materiali GFC) aveva aderito al manifesto del GFC sin da fine marzo.

[#4] L’indirizzo della Sezione Sportiva del GRF Fabio Filzi, secondo la Guida di Milano e provincia Savallo 1939/1940. Fonte: Guida di Milano e provincia Savallo 1939/1940, p. 1676 (Google Books)

Fino ad ora abbiamo parlato del gruppo, e quindi della sua sezione sportiva: ma il campo? L’esistenza e l’ubicazione del campo sono testimoniate dalla Guida Savallo del 1939-40 (#5), che lo riporta come sito in via “Melchiorre Gioia s.n.”:

[#5] Il campo del GRF F. Filzi fra i vari “ritrovi sportivi” della città.
Fonte: Guida di Milano e Provincia Savallo 1939/1940, p. 2974 (Google Books).

Parlando della storia di via Melchiorre Gioia, bisogna ricordare che la numerazione civica (dispari, come tutte le strade di Milano andando verso il centro) interessava solamente solo la carreggiata a destra (#6) del corso della Martesana, in quanto quella opposta (ex alzaia) era impraticabile (#7).

[#6] L’area nella mappa Savallo (1933).
Fonte: Stagniweb.
[#7] Strada alzaia Martesana. A destra, il complesso ecclesiastico S. Agostino/Salesiani.
Fonte: Parrocchia Sant’Agostino..

Le squadre dei G.R.F. partecipavano ai campionati federali, generalmente di Seconda o Terza divisione (rispettivamente quarto e quinto livello delle competizioni), con la denominazione specifica preceduta dalla sigla F.G.C. (Fascio Giovanile di Combattimento). Troviamo per esempio, traccia del F.G.C. Fabio Filzi nel 1933-34, come si vede indicato in #8. Il campo di gioco non è indicato, ma non dovrebbero esserci dubbi sulla pertinenza.

[#8] Girone I della Terza Divisione, stagione 1933/1934.
Fonte: Wikipedia.

Guardando la mappa di Milano del 1937 (#9), gli unici spazi disponibili per un campo di calcio in via Melchiorre Gioia che si individuare sono due:

A) (cerchio azzurro) di fronte al complesso ecclesiastico di Sant’Agostino, comprensivo di Istituto Salesiani e Sant’Agostino (#7), ove in effetti c’è un vuoto di numerazione tra il civico 57 e il civico 65;

B) (cerchio rosso) risalendo verso nord, isalire alla zona verso nord, compresa in cerchio rosso anche per #10 tra via Stresa e via A. Ressi, ove però non risulta la presenza circostante di edifici avvicinabili per forma a quelli visibili sullo sfondo della fotografia principale a disposizione della ricerca (#12)scattata l’11 giugno 1934 in occasione della prima vera partita del Gruppo Femminile tra Ambrosiano e Cinzano.

[#9] Potenziali ubicazioni del campo, fra l’asse di via Restelli e quello di via Gioia (1937).
Fonte: Stagniweb
[#10] Segnata con un cerchio rosso, la zona settentrionale di via Melchiorre Gioia che ancora negli anni Quaranta era tenuta a prato.

Secondo tale ipotesi, il campo doveva essere ubicato come indicato in #11, con l’asse perpendicolare a via Timavo (più probabile, come vedremo più avanti), o a via Melchiorre Gioia.

[#11] Possibile disposizione del campo con asse perpendicolare a via Timavo (misure m 55 x m 90 ca).
Fonte: Mappa Comune di Milano 1930

Pur essendo di scarsa qualità e presentando una riga nera orizzontale dovuta ad una probabile piegatura, #12 è la foto-quesito base della ricerca: tutte le altre immagini (fotografie o mappe anche datate) costituiscono il riferimento valido al riconoscimento, in quanto attestano con certezza acquisita le   allocazioni nel contesto ambientale urbano della ricerca.

[#12] Prima partita pubblica del GFC: GS Ambrosiano (maglia nerazzurra) – GS Cinzano (domenica 11 giugno 1933).
Fonte: Voce di Giovinezza, 9 novembre 1933, p. 3.

Ciascun elemento di confronto della fotografia riportata con le altre disponibili è evidenziato nei riquadri colorati e contrassegnati da una lettera. Per un confronto completo e che tenga conto di tutti gli aspetti contestuali odierni e di allora torna utile ripresentare, ingrandita, la mappa di Milano del 1937 (#13) e considerare la più nitida mappa del 1925 (#14)Al fine delle successive valutazioni, occorre tenere a mente, la sagoma evidenziata (leggermente diversa nelle due mappe, forse per possibili modifiche intervenute nei dodici anni di datazione) posta diagonalmente agli assi stradali circostanti: nei successivi richiami e confronti chiameremo tale sagoma “Costruzione bassa diagonale”.

[#13] La zona nel 1937.
Fonte: Stagniweb
[#14] La zona nel 1925.
Fonte: Stagniweb

Il primo tentativo di riconoscimento, quello verso est, si baserà sul confronto tra gli elementi di quattro immagini, oltre che dei ritagli di mappa già considerati:

I. Foto principale (#12)

II. Edificio in costruzione (#17)

III. Edificio nell’agosto del 1943, dopo il bombardamento (#18)

IV. Panoramica odierna (#19)

V. Particolare odierno della chiesa di Sant’Agostino (#16)

[#15] Analisi dettagliata degli elementi significativi di #12.

Da un’osservazione delle fotografie d’epoca e odierne e dei collegamenti tra gli elementi in esse individuati, emergerebbero i seguenti riconoscimenti univoci:

A) Si tratta di una trifora (#16) della Chiesa di Sant’Agostino, edifico di culto in mattoni, che s’affaccia su via Melchiorre Gioia

[#16] Particolare della Chiesa di Sant’Agostino: trifora.
Fonte primaria: Google Maps.

B) Il grande edificio che domina lo sfondo è l’Istituto Salesiano Sant’Ambrogio. L’identificazione con la scuola è basata aleno su 3 elementi:

B.1) Le finestre del secondo piano dell’ala di fronte dell’edificio sono 16, e corrispondono anche come foggia

B.2) I lucernari sono 7, e tra il terz’ultimo e il penultimo si nota uno spazio minore che fra gli altri

[#17] L’edificio dei Salesiani in costruzione a inizio secolo.
Fonte: Istituto Sant’Ambrogio.

B.3) La fotografia scattata dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale mostra i solai scoperchiati dallo scoppio e pare fatta apposta per spiegare l’avvenuta successiva elevazione dei muri a piano solaio per ottenere un nuovo piano abitabile, come appare oggi

[#18] Fonte: Francesco Motto, Storia di un proclama. Milano 25 aprile 1945: appuntamento dai Salesiani. Roma, Las, 1995.
[#19] L’edifico attuale.
Fonte dell’immagine di base: Google Earth.

C) La decima bifora del primo piano visibile tra gli alberi in #12 corrisponde come foggia (con capitello) alle altre fotografie di riferimento.

D) Il fabbricato di fronte a quello dei Salesiani risulta “tagliato” a 45° (#17) alla sua estremità destra, predisposto alla costruzione in aderenza dell’ala più corta perpendicolare.

E) Lo strano fabbricato basso, bianco, in diagonale rispetto agli assi del campo, che pare entrare quasi sul terreno di gioco in #12, potrebbe essere riconducibile alla “Costruzione bassa diagonale” di #13 e di #14.

F) Anche l’analisi delle ombre sul terreno di gioco può portare a risultati interessanti. Considerata infatti la stagione estiva quasi solstiziale e la direzione dell’asse maggiore del campo, perpendicolare a via Melchiorre Gioia, piuttosto che non a via Timavo (più agevole il contenimento dimensionale del campo e suggerimento dalla (33), ma non cambierebbe molto) la luce del sole pomeridiano illumina il campo da sud/sud-ovest, come confermato anche da tutte le successive fotografie (da #21 in poi). La collocazione temporale dell’incontro è certamente quella pomeridiana. L’analisi delle ombre, attraverso #21 e anche grazie alle altre due fotografie disponibili per la stessa partita (vd. confronto a 3 proposto in #23), dovrebbe confermare tale ipotesi: in #20 è rappresentata a tale fine la direzione dei raggi del sole alle ore 10 (giallo), alle ore 16 (arancione) e alle ore 18 (rosso) dell’11 giugno in quella zona di Milano.

[#20] Direzione dei raggi del sole alle ore 10 (giallo), 16 (arancione) e 18 (rosso).
Immagine rielaborata con SunCalc.

Confrontando la direzione della luce solare in #21 con quella riscontrabile in #12 e nelle altre due immagini sinora disponibili della partita, tutte riferibili all’incontro dell’11 giugno 1933 e al campo di via Melchiorre Gioia, risultano chiaramente l’orientamento del campo e l’orario di svolgimento della partita.

In #21 si vede la direzione della luce del sole proveniente alle spalle e leggermente a destra del fotografo, quasi parallela alla linea di metà campo ben visibile. Un riscontro attraverso l’analisi della lunghezza delle ombre richiederebbe un calcolo molto complesso, anche in considerazione alla qualità del materiale a disposizione: ci limitiamo a segnalare che, dalle tavole disponibili, la lunghezza dell’ombra, sul luogo e a quella data, alle ore 15 risulterebbe pari al 73% dell’altezza.

[#21] Mina Bolzoni (capitana GS Cinzano), l’arbitro, Brunilde Amodeo (capitana GS Ambosiano).
Fonte: Archivio privato Brunella Bracardi.

Nella successiva immagine (ossia #22) le ombre sono più allungate e provengono dalla destra del fotografo appostato dietro la rete – che si intravede sfuocata in primo piano.

[#22] Azione di gioco dell’area del GS Cinzano.
Fonte: Il Calcio Illustrato, 14 giugno 1933, p. 12.

In #23 le tre immagini della partita, ciascuna affiancata al campo disposto in mappa d’epoca, con la corrispondente probabile direzione dei raggi solari, tenuto conto che la stessa si svolse in intervallo di oltre un’ora (*).

[#23] Le 3 immagini del campo (#23.1, #23.2 e #23.3), e la direzione della luce.

Alla luce di queste ricerche, un ritorno alle fonti giornalistiche ci fa in effetti scoprire che una cronologia spostata dopo mezzogiorno non è per nulla fonte di imbarazzo storiografico. Per quanto infatti per tutte le altre partite del GFC abbiamo ampia documentazione che ci attesta come le calciatrici giocassero normalmente di mattina, per questo particolare match le fonti giornalistiche tacciono: è quindi assolutamente plausibile che questa partita sia stata giocata di pomeriggio.

Le tre immagini della partita riportate in #19 ci consentono di considerare e valutare anche la presenza e la diposizione del pubblico. In particolare:

A) In #23.1 il pubblico è assiepato lungo il lato nord est del campo, all’altezza della linea di centrocampo, apparentemente abbastanza numeroso da confermare quanto riportato dalle cronache (un migliaio di persone). 

B) Sullo sfondo di #23.1 si vede una casetta, forse riconducibile a quella indicata sulla mappa dalla freccia rossa sull’unica mappa che la riporti così nettamente separata dal resto delle costruzioni. In ogni caso essa nulla toglie e nulla aggiunge al resto delle considerazioni di questa ricerca.

C) In #23.2 è invece disposto lungo il lato sud ovest, meno numeroso, concentrato verso il centrocampo. Qualcuno è entrato con la bicicletta (#24), fatto che concede valutazioni sull’accessibilità al campo.

[#24] Particolare di #22: dietro la testa dell’ultima calciatrice, sullo sfondo, si intravede una ruota di bicicletta.
Fonte: Il Calcio Illustrato, 14 giugno 1933, p. 12

D) In #23.1 qualche spettatore è dietro la porta lato Gioia, mentre sul lato sud ovest inizia il gruppo di spettatori che si snoda nella foto centrale.

Ma il contributo decisivo al riconoscimento preciso del campo è portato da una fotografia del 1939 (#25), trovata in una ricerca parallela sui campi di calcio storici di Milano, e dalla successiva elaborazione comprendente anche altri elementi (#26)Le palazzine sullo sfondo, site in via Timavo, furono costruite dalla Cooperativa dei ferrovieri intorno al 1920, con giardini e spazi verde retrostanti, coltivati ad orto. In particolare, quelle rappresentate in #23oggi ancora esistenti, anche se in parte ristrutturatesorgevano su un terreno adiacente al tracciato ferroviario allora esistente della Milano-Monza. Esse sono rappresentate in maniera chiara e precisa in diverse mappe, in particolare quella del 1937.

[#25] Il campo nel 1939, al mattino verso ovest. Il cappotto indossato ad alcuni personaggi in borghese induce a pensare alla stagione invernale.

La  didascalia parla di “Campo del Gruppo Filzi” e siamo sicuramente al mattino, in virtù di quanto la fotografia ci lascia intendere alla luce delle considerazioni sin qui fatte. Sullo sfondo una porta e, foto in basso, sopra la testa del secondo giocatore del Milan in piedi, da sinistra, è visibile un campanile …

Il campanile risulta visibile tra la prima e la seconda villetta da sinistra in via Timavo. Se tracciamo sulla mappa una retta tra le due palazzine, in direzione del campanile e partendo dal posizionamento dell’obiettivo del fotografo (#26), incontriamo esattamente un campanile, tuttora esistente in una foggia compatibile con quella rappresentata nella fotografia, ma ancor più con le altre coeve fotografie (#27): si tratta del campanile della chiesa di S. Maria alla Fontana! Esso si trova a circa 900 metri dal campo collocato come in #26.

[#26] Tracciamento verso il campanile di S. Maria alla Fontana
[#27] Rassegna di immagini della chiesa di S. Maria alla Fontana in diverse epoche: XVI secolo; anni Trenta del XX secolo; anni Quaranta; oggi.

Per ultime aggiungiamo delle foto panoramiche, che, nonostante la datazione non precisa (ma molto probabilmente collocabile tra anni Trenta e Quaranta), ci confortano in alcune delle valutazioni sin qui fatte.

[#28] Panoramica di via Melchiorre Gioia, col Villaggio dei Ferrovieri in primo piano, con la ferrovia per Monza sulla destra. Automobili assenti e stato dei lavori suggeriscono per ora una datazione negli anni Trenta.
[#29] Qualche auto in più, il sopralzo ai Salesiani appare già compiuto, gli alberi più giovani. Il campo sembra abbandonato. Forse siamo nel Secondo Dopoguerra. Peccato per l’ala dell’aereo proprio lì…

Da #28 e #29 emergono sicuramente:

I. Il contesto urbano adiacente, ipotizzato per la collocazione del campo. Di fronte all’edificio Sant’Agostino/Salesiani c’era infatti un campo fortemente contraddistinto dalla presenza-limite verso sud di una costruzione bassa, chiara, allungata, posta in diagonale rispetto agli assi stradali circostanti

II. Il fatto che dietro al campo vi siano casette indipendenti che, in numero e forma, confermano quanto visibile sulle foto di riferimento.

In #30 possiamo vedere la zona a est del campo negli anni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale: ci sono ancora gli Stabilimenti Pirelli e Otis in via Fabio Filzi e dintorni… Peccato che il campo sia finito fuori dall’obiettivo…

[#30] L’area attorno alla Stazione Centrale, prima della Seconda Guerra Mondiale. Fonte: Riaprire i Navigli.

Poiniamo attenzione, infine, alla ollocazione del campo in contesto odierno (#31). L’asse è posto perpendicolare alla via Timavo e non alla via Gioia: da verificare, ma sono pochi gradi di differenza. Fondamentale, come già visto, la direttrice, in rosso verso il campanile di Santa Maria alla Fontana.

[#31] Sulla destra, il campo Fabio Filzi dove sarebbe oggi, e l’asse che lo collegherebbe a Santa Maria alla Fontana (il campo sulla sinistra è importante per la storia dell’US Milanese, su cui Alberto Schiavi sta svolgendo alcune ricerche).
Fonte dell’immagine di base: Google Earth.
[#32] Il campo Fabio Filzi dove sarebbe oggi, davanti al complesso ecclesiastico S. Agostino/Saliesiani.
Fonte dell’immagine di base: Google Earth.