Extra_GFC_I calciatori dell’Ambrosiana-Inter e le calciatrici del GFC

Fonte: Cosmos, Settembre 1933, copertina

La mattina del 9 luglio 1933 le calciatrici del Gruppo Femminile Calcistico, divise nelle due squadre interne GS Ambrosiano e GS Cinzano, disputarono sul campo dell’Isotta Fraschini la loro seconda ed ultima partita pubblica: fra il pubblico, anche molti dirigenti e giocatori dell’Ambrosiana-Inter e dello Sparta Praga. Le due squadre si sarebbero infatti affrontate quel pomeriggio stesso, all’Arena di Milano, in occasione della semifinale di andata della Coppa dell’Europa Centrale 1933.

Tabellone riassuntivo delle partite della Coppa dell’Europa Centrale (Mitropa Cup), edizione 1933.
Fonte: Wikipedia.

I. La partita di coppa pomeridiana

Fonte: Il Littoriale, 8 luglio 1933, p. 5.

La squadra cecoslovacca era arrivata in treno a Milano durante la mattinata dell’8 luglio: la sera di quello stesso giorno, alle 19, l’Ambrosiana organizzò un ricevimento della propria sede (Corriere della Sera, 9 luglio 1933, p. 4). Sette erano gli «accompagnatori ufficiali» della squadra ospite: «il segretario generale incaricato per gli incontri all’estero, il maggiore Cesar, vicepresidente dello Sparta, due consiglieri e il commissario della Federazione del Calcio cecoslovacco, signor Valar, gli undici giocatori e le due riserve» (La Gazzetta dello Sport, 9 luglio 1933, p. 1-2).

Fonte: Il Calcio Illustrato, 5 luglio 1933, p. 6.

La partita iniziò alle ore 16.00 (La Gazzetta dello Sport, 9 luglio 1933, p. 5), come evidente anche dalle foto, scattate con ancora la luce del giorno. Vinse l’Ambrosiana-Inter per 4 a 1: segnò subito Levratto (8′), e venne poi la tripletta di Demaria (35′, 40′ e 44′). Nella ripresa, Nejedlý riuscì a segnare il gol della bandiera, al 64′.

Fonte: Il Littoriale, 11 luglio 1933, p. 4.
Il primo goal segnato da Levratto all’8′ del primo tempo.
Fonte: Archivio Levratto (si ringrazia per la condivisione Gerson Maceri)

I nerazzurri che scesero in campo per l’occasione (così come riportati in Il Littoriale, 10 luglio 1933) furono:

  • Ceresoli (portiere);
  • Agosteo, Allemandi (difensori);
  • Pitto, Viani, Castellazzi (mediani);
  • Frione, Serantoni, Meazza, De Maria, Levratto (attaccanti)
Conclusione di Levratto bloccata dal portiere dello Sparta.
Fonte: Archivio Levratto (si ringrazia per la condivisione Gerson Maceri)
Meazza soffre il caldo milanese.
Fonte: Il Calcio Illustrato, 12 luglio 1933, p. 8.
Fonte: Cosmos, Settembre 1933, p. 25.
Fonte: Il Calcio Illustrato, 12 luglio 1933, pp. 8-9.

I giornali riportarono l’episodio dell’infortunio alla testa di Levratto (su cui vd. Maceri 2022:95-97): una volta medicato, il giocatore nerazzurro tornò in campo con una vistosa fasciatura.

Fonte: Il Calcio Illustrato, 12 luglio 1933, p. 8.
Fonte: Cosmos, Settembre 1933, p. 10.
Fonte: Archivio Levratto (si ringrazia per la condivisione Gerson Maceri)
Fonte: Archivio Levratto (si ringrazia per la condivisione Gerson Maceri)

Pur con molti errori di trascrizione, i nomi degli 11 nerazzurri vittoriosi all’Arena furono riportati nel Foglio d’Ordini del PNF (p. 24), dal momento che avevano “conquistato vittorie in campo internazionale”:

Fonte: Annali del Fascismo, Novembre 1933, p. 23.
Fonte: Annali del Fascismo, Novembre 1933, p. 24.
Fonte: Annali del Fascismo, Novembre 1933, p. 25.
Fonte: Annali del Fascismo, Novembre 1933, p. 26.

Mario Zappa, inviato per la Gazzetta dello Sport (10 luglio 1933, p. 3), è assai prodigo di dati, tanto da fornirci una radiografia completa delle personalità illustri presenti quel pomeriggio alll’Arena in qualità di spettatori, fra cui il Principe di Bergamo Adalberto di Savoia (in quegli anni ospite fisso di qualsiasi evento sportivo milanese), il console di Cecoslovacchia e quello d’Austria, Vito Mussolini (figlio di Arnaldo, non di Benito), l’allenatore della Nazionale Vittorio Pozzo, il conte Bonacossa, l’avvocato Mauro. Fra i calciatori, la squadra del Milan al gran completo, più qualche altro giocatore come Eraldo Monzeglio (Bologna).

Fonte: La Gazzetta dello Sport, 10 luglio 1933, p 3.

II. Incontri mattutini a bordo campo

La ricca agenda di eventi sportivi milanesi di quel giorno: nemmeno un accenno alle calciatrici del GFC …
Fonte: La Gazzetta dello Sport, 9 luglio 1933, p. 5.

Come scrisse La Gazzetta dello Sport il 19 luglio 1933 (p.5) all’interno di un pezzo dedicato a GS Ambrosiano – GS Cinzano,

a questa eccezionale partita che è stata chiusura della stagione femminile, è intervenuto un pubblico numeroso, intelligente e tecnico che ha salutato più volte, anche a scena aperta, le azioni individuali delle singoli giocatrici dell’una e dell’altra squadra. Fra gli intervenuti si notavano moltissimi giocatori dell’Ambrosiana «Inter» con a capo Gigi Allemandi, i giocatori dello Sparta, il comm. Fernando Pozzani, il comm. Bruni, il cav. Bianchi, il cav. Alignani, l’ing. Bossi, l’avv. Ciampitti, vincitore del concorso letterario della C.I.T.A., il presidente della Federazione cecoslovacca

Chi presenziò dunque alla partita delle calciatrici?

Per l’Ambrosiana-Inter, le fonti ci attestano la presenza del Presidente Fernando Pozzani, dei dirigenti cav. Alignani, dell’ing. Bossi, del comm. Bruni, del cav. Bianchi e di «quasi tutti i giocatori» (Il Tifone, 18 luglio 1933, p. 3), «con a capo Gigi Allemandi» (La Gazzetta dello Sport, 9 luglio 1933, p. 1-2). Pozzani, in particolare, si complimentò personalmente col Direttorio per l’organizzazione, e con le capitane (La Gazzetta dello Sport, 19 luglio 1933, p. 5; Il Tifone, 18 luglio 1933, p. 3).

Fonte: Cosmos, Settembre 1933, p. 9.

Per i cecoslovacchi, il segretario generale (nonché vicepresidente dello Sparta) Cesar, i due consiglieri, il commissario Valar (Il Tifone, 18 luglio 1933, p. 3); erano presenti anche «i giocatori dello Sparta» (La Gazzetta dello Sport, 19 luglio 1933, p. 5). In Ricordando Marta Boccalini (vd. Giani 2019b:195) scrive che

il capitano dello Sparta venne a complimentarsi con mia sorella Rosetta e l’invitò a presenziare alla partita che si sarebbe svolta nel pomeriggio con la squadra dell’Ambrosiana (Inter). E lei entusiasta accettò ed andò con altre compagne di calcio

Si noti per altro che, parlando Marta in terza persona di chi andò all’Arena, è forse possibile dedurre che Rosetta non girò uno dei biglietti alla sorella. Il generoso capitano cecoslovacco è stato identificato – grazie all’aiuto di Dino Numerato e dell’archivista storico dello Sparta Praga, Václav Boreček – con il difensore Jaroslav Burgr (vd. Giani 2020:236), che alla vigilia della partita veniva presentato così dalla Gazzetta dello Sport (9 luglio 1933, p. 1-2):

Burger Jaroslav, terzino destro, gioca nell’A.C. Sparta da oltre 6 anni, ed ha partecipato diverse volte a partite internazionali. Il suo posto nella squadra è terzino destro ed insieme a Ctyroky forma una delle migliori linee difensive del continente.

Da ricordare che solo due anni, nel 1935, fu proprio Burgr, in quanto capitano, ad alzare la Coppa dell’Europa Centrale, vinta per la seconda volta dalla formazione di Praga (Araf 2021:181).

Oltre ai rappresentanti delle due squadre, c’erano «alcuni giornalisti italiani e stranieri» (Il Tifone, 18 luglio 1933, p. 3).

Era segnalata inoltre la presenza dello scrittore sportivo Franco Ciampitti, autore di Novantesimo Minuto e vincitore in carica del concorso letterario della CITA (La Gazzetta dello Sport, 19 luglio 1933, p. 5), cosa che gli permise di poter seguire gratuitamente tutte le partite della Nazionale azzurra per 2 anni, Mondiale del 1934 compreso. Ciampitti ha una sua certa importanza nella storia della letteratura sportiva italiana non solo come scrittore per il suo romanzo, ma anche perché l’anno successivo avrebbe aiutato Giovanni Titta Rosa nella compilazione della Prima antologia degli scrittori sportivi.

Un giovane Franco Ciampitti.
Fonte: Biblioteca Michele Romano.
La recensione di Novantesimo Minuto scritta da Felice Scandone per un noto settimanale sportivo napoletano dell’epoca.
Fonte: Il Mezzogiorno Sportivo, 11 dicembre 1932, p. 3 (via @calciatrici1933).
Fonte: Mauro Gioielli, Ciampitti, romanzi e regime, Il sabato del villaggio, 4 aprile 1998.

III. Il ritorno a Praga

Fonte: Il Calcio Illustrato, 19 luglio 1933, p. 1.

L’incontro di ritorno, disputato a Praga, finì in parità, 2 – 2: l’Ambrosiana-Inter, “matricola terribile”, si qualificò così per la doppia finale della coppa, che perse poi contro l’Austria Vienna di Matthias Sindelar. La vittoria nerazzurra per 2 a 1 all’Arena (Meazza, Levratto; Spechtl) venne infatti ribaltata da un netto 3 a 1 in Austria: il goal della bandiera di Meazza risultò inutile di fronte alla tripletta di Sindelar, autentico mattatore della Mitropa Cup 1933 (Araf 2021:147-152).

Fonte: Il Calcio Illustrato, 19 luglio 1933, p. 8.
Fonte: Il Calcio Illustrato, 19 luglio 1933, p. 9

IV. E dopo?

Nella stagione successiva (1934/1935) i cecoslovacchi dello Sparta parteciparono ancora alla Coppa dell’Europa Centrale, ma questa volta furono eliminati già ai quarti di finale dagli austriaci dell’Admira; per i neroazzurri dell’Ambrosiana-Inter andò ancora peggio, visto che uscirono subito, agli ottavi di finale, per mano del Kladno.

Un 11 dello Sparta Praga della stagione successiva.
Fonte: Il Calcio Illustrato, 13 giugno 1934, p. 10.

Nel frattempo, però, non era per nulla terminato il rapporto fra le calciatrici del GFC e i calciatori dell’Inter, che anzi in almeno un caso era sicuramente partito ben prima della partita contro lo Sparta Praga. Come dimostrato in Giani 2020d:355-356, infatti, Giuseppe Barcellona, che era abbonato dell’Ambrosiana-Inter (come dimostrato dalla sua tessera che dava accesso al Pulvinare dell’Arena), era anche amico personale del mediano della squadra, Armando Castellazzi (1904-1968). Giovanna Boccalini Barcellona ricevette una sua visita il 26 agosto 1933: ma, essendo avvenuto l’arresto di Giuseppe Barcellona il 30 aprile, i due dovevano conoscersi da prima di questa data: possiamo quindi dare per implicito che, se fosse stato anch’egli fra i nerazzurri spetattori delle calciatrici il 9 luglio, avessere riconosciuto e salutato la moglie del suo amico, presente a bordocampo in qualità di commissaria ‘team manager’.

Cartolina raffigurante Armando Castellazzi, inviata da un amico a Giuseppe Barcellona confinato alle Isole Tremiti.
Fonte: Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona, 1613.

La ragionevole sicurezza che Castellazzi fosse andato a vedere la partita del 9 luglio ci viene da un’altra lettera di Giovanna a Giuseppe. L’8 ottobre scrive infatti:

Stamattina sul campo delle Signorine ho fatta conoscenza con Levratto ed Allemandi ai quali ero stata presentata da Castellazzi. Hanno ammirato il giuoco di Rosetta – che finalmente si è rimessa da un noioso strappo muscolare – e di Gina che come terzina è insuperabile.

Il passagio dimostra non solo che Virgilio Felice Levratto (1904-1968) e Luigi Allemandi (1902-1978) andarono a vedere le ragazze giocare domenica 8 ottobre all’oscuro campo di via Alfonso Corti, ma pure che erano stati loro precedentemente presentati a Giovanna da Castellazzi. Dal momento che sappiamo dalle fonti giornalistiche già riportate che Allemandi era a capo della comitiva dei nerazzurri spettatori il 9 luglio, possiamo chiudere il cerchio, e affermare che in quell’occasione la presenza anche di Levratto e di Castellazzi possa essere dimostrata. Non sappiamo ancora chi fossero gli altri giocatori nerazzurri presenti, ma di sicuro, se la stampa segnalava la presenza di Allemandi, doveva trattarsi di giocatori meno importanti di lui.

Ci sono infine due ulteriori nomi nerazzurri da citare, anche se non si tratta di giocatori. Alla ricerca di un presidente dopo l’uscita di scena di Cardosi, nel novembre 1933 il Direttivo del GFC, ormai guidato da Giovanna Boccalini Barcellona, ebbe un colloquio con Vito Baccarini, consigliere dell’Ambrosiana-Inter, che però andò male, a differenza di quello con Laerte Orlandini, che così divenne il secondo e ultimo presidente dal GFC, almeno fino alla primamera del 1934 (vd. Giani 2020d:363-364).

Qualche anno dopo, in ogni caso, un’ex-calciatrice del GFC ebbe ancora a che fare con uno dei personaggi citati: Rosetta Boccalini, infatti, divenne cestista dell’Ambrosiana-Inter, guidata ancora dal Presidente Pozzani.

Cestiste dell’Ambrosiana-Inter campioni d’Italia: Rosetta Boccalini è la prima da sinistra, Fernando Pozzani chiude il gruppo.
Fonte: Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona, 801.

BIBLIOGRAFIA

ARAF, Jo (2021): La Coppa dimenticata. Storia della Mitropa Cup, la madre della Coppa Campioni (1927-1940). S. Andrea di Conza: Urbone Publishing.

GIANI, Marco (2019b): Lodigiane, sportive, partigiane. L’epopea familiare delle sorelle Boccalini. In: Archivio Storico Lodigiano, CXXXVIII(2019), pp. 183-207. 

GIANI, Marco (2020): Storia di un pregiudizio, e di una lotta. In: Seneghini, Federica: Giovinette. Le calciatrici che sfidarono il Duce. Milano, Solferino, pp. 217-330.

GIANI, Marco (2020d): Da Lodi a Milano, sola andata (con qualche ritorno). Nuove fonti per la storia della famiglia Boccalini. In: Archivio Storico Lodigiano, CXLIX (2020), pp. 339-378.

MACERI, Gerson (2022): La finale infinita. Il mito dello sfondareti Levratto e la leggenda della prima Coppa Italia.