Extra_GFC_Le 12 foto di Marta

Come riportato in Giani 2020d:362, il 26 ottobre 1933 Marta Boccalini scrive così a suo cognato Giuseppe Barcellona, allora confinato alle Tremiti:

Ho l’incarico di inviarti queste fotografie che ti diranno con quanta diligenza si eseguisca della buona ginnastica, obbedienti all’allenatore sig. De-Ruschi. Troverai una doppia copia e precisamente quella in cui è ritratta Elia, da dare a Calogero; le altre serbale per il tuo ritorno ch’io spero sia prossimo. Hai riconosciuto la Dal Pan? E la sottoscritta?

Nel post scriptum alla stessa lettera Marta aggiunge: «Le foto sono 6 piccole e 6 grandi». L’8 novembre 1933 Giuseppe risponderà, dalle Tremiti: «Grazie delle fotografie che sono meravigliose».

Purtroppo queste fotografie non sono state conservate assieme alla lettera, oggi nell’Archivio personale Giovanna Boccalini Barcellona: è però possibile, confrontando alcune fotografia conservatesi nei vari archivi famigliari, mettersi sulle loro tracce. In particolare, si partirà dalle fotografia calcistiche (proprio 12 …) conservate nell’Archivio privato Rosa Mottino, nel quale troviamo quelle di Luisa Boccalini (madre di Rosa). È possibile che quelle mandate da Marta a Giuseppe fossero “figlie” (copie) o “sorelle” di quelle in possesso di Luisa; oppure addirittura che siano proprio queste stesse foto, in un secondo momente date da Giuseppe o da Giovanna a Luisa perché le conservasse.



I. La foto con Elia

Si parta prima di tutto dalla foto con Elia, che dobbiamo presupporre dal contesto ritragga sia le calciatrici, sia la loro cognata Elia Marigliani Barcellona, moglie di Calogero Barcellona (fratello di Giuseppe Barcellona). Si tratta di questo scatto (#1), eseguito sul campo di via Alfonso Corti, come intuibile dallo sfondo:

[#1] Marta Boccalini, Luisa Boccalini, Giovanna Boccalini Barcellona, Elia Marigliani Barcellona.
Seconda fila: Giacomo “Popi” Barcellona, Grazia Barcellona, Rosetta Boccalini (inginocchiata).
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino, 01.

L’identificazione della signora all’estrema destra fra le figure in piedi è possibile grazie al confronto con altre foto, quali ad es. #1.2:

[#1.2] Calogero, Giovanna (con Giacomo “Popi”) ed Elia, nell’inverno del 1932.
Fonte: Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona, 25.

II. La foto con Ester Dal Pan

Partendo da #1, l’individuazione della foto in cui è presente Ester Dal Pan, amica delle sorelle Boccalini e collega di ufficio di Giuseppe Barcellona (vd. Giani 2020d:359), è abbastanza facile, visto che in #2 le sorelle Boccalini indossano esattamente le stesse maglie, e sono accompagnate da Giacomo e da Grazia. Sullo sfondo, ancora le staccionate e l’edificio del campo Corti.

[#2.2] Ester Dal Pan, in maglia bianconera. Fonte: Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona.

III. Luisa e Popi

Una terza fotografia che è evidentemente tratta dallo stesso photoshoot è #3: sia Luisa che suo nipotino Popi indossano gli identici stessi vestiti di #1 e #2.


IV. Le tre sorelle

Anche #4 viene dallo stesso photoshoot, come evidente dalle somiglianze con le precedenti. La presenza della staccionata ci conferma per l’ennesima volta che ci troviamo nel campo Corti.

[#4] Rosetta, Luisa e Marta Boccalini.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino, 20.

Giungendo ad una prima conclusione, le foto di questo primo sottogruppo, tutte scattate al campo Corti, sono evidentemente collegate fra di loro. Le tre sorelle (Luisa in maglia bianconera, Marta e Rosetta in maglia nerazzurra). La cronologia di questo sottogruppo è abbastanza ristretta, e non solo per l’abbigliamento invernale delle donne non giocatrici: se è presente Giovanna Boccalini Barcellona, la data post quem è per forza domenica 1° ottobre 1933, perché la sera prima è lei a scrivere così al marito: “Domattina presenzierò per la prima volta ad una partita della nuova stagione” (cit. in Giani 2020d:361). La data ante quem è invece domenica 22 ottobre 1933, la prima disponibile se torniamo indietro partendo dal giorno di scrittura della lettera di Marta (26 ottobre 1933).


V. Gli esercizi ginnici delle calciatrici

Andando avanti nella nostra ricerca, un altro indizio è l’accenno che Marta fa al fatto che le fotografie sono una prova evidente della “buona ginnastica” fatta dalle calciatrici del GFC. Inevitabile pensare ad un secondo sottogruppo di fotografie, tutte quante legate fra di loro, e anch’esse tutte quant scattate presso il campo Corti. Si parta dalla coppia formata da #5 e #6, visto che in primo piano campeggiano Rosetta e Marta Boccalini:

[#5] Riscaldamento, fase 1.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino, 03.
[#6] Riscaldamento, fase 2.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino, 12.

A queste prime due foto dobbiamo necessariamente collegare #7, non solo perché scattata presso il campo Corti, ma anche perché le giocatrici che corrono lo fanno con le stesse maglie e nell’esatto stesso ordine i cui le abbiamo viste nelle due foto precedenti: Rosetta Boccalini (1°), Wanda Amodeo (2°), Marta Boccalini (4°) …

[#7] Da sinistra, dopo l’uomo: Rosetta Boccalini; Wanda Amodeo; ?; Marta Boccalini; ?; ?; Jolanda Lucchese..
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino, 11

A queste tre fotografie ne va accostata una quarta, ossia #8, anch’essa scattata presso il campo Corti:

[#8] Il riscaldamento ginnico delle calciatrici.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino, 04.

Se in apparenza questa foto non ha molto a che fare con le 3 precedenze, si tratta in realtà di guardare meglio. In #8 si contano infatti, da sinistra a destra: 4 calciatrici bianconere, 3 nerazzurre, 3 bianconere, 7 cinzanine, 1 nerazzurra. Si tratta esattamente di quanto vediamo in #5, ad ordine invertito!

[#8.2] Zoom di #5. Da destra, si notano la quinta calciatrice (Marta Boccalini, dotata di ampia fascia bianca), la sesta (fascia scura), la settima e l’ottava (Jolanda Lucchese, col cerchietto bianco). Tutte quante indossano la maglia rossoblù del GS Cinzano.
[#8.3] Altro zoom di #5. Si riparta da Jolanda Lucchese, giocatrice all’estrema destra, con la maglia del GS Cinzano (1°): seguono un’altra calciatrice della stessa squadra (2°), tre giocatrici in maglia bianconera, di cui l’ultima alta e con fascia bianca (5°), tre giocatrici in maglia nerazzurar di cui la prima (6°) con fascia bianca, infine quattro giocatrici in maglia bianconera, doi cui la seconda (10°) e la quarta (12°) con fascia bianca. Seguono i 3 portieri, il primo dei quali in maglia bianca, tutti dotati di cappello.

Confrontando #8 con #8.2 e #8.3, risulta evidente che ci si trova davanti allo stesso gruppo di calciatrici di #5, #6 e #7, solo visto dall’altra parte della fila. I conti tornano, considerando però che per scattare #8 il fotografo si è messo davanti all’ultima calciatrice (Ninì Zanetti), tagliando dalla scena, alla propria sinistra, i 3 portieri-ragazzini.

Ci troviamo di fronte a 4 fotografie che mostrano la “buona ginnastica” delle calciatrici? Molto probabilmente, sì, visto che ciò che lega a livello tematico gli scatti è l’assenza del pallone: le calciatrici non stanno giocando a calcio, ma svolgendo attività ginnastica. Seguendo questa pista, volgiamoci al problema della datazione, visto che le 4 foto mancano di indicazioni cronologiche. In questo caso i giornali ci vengono incontro, visto che #8 è stata pubblicata l’8 ottobre da una rivista non ancora identificata e poi l’11 ottobre 1933 da Excelsior, ma soprattutto Il Littoriale fece lo stesso con #6 il 5 ottobre 1933. Di conseguenza, la prima domenica disponibile per gli scatti è il 1° ottobre 1933.

Come evidenziato in Giani 2020d, si tratta di un giorno decisivo per le sorti del GFC. Le calciatrici milanesi erano infatti attese ad Alessandria, dove avrebbero sfidato le calciatrici locali: si sarebbe trattato del primo incontro inter-cittadino femminile della storia calcistica italiana. Qualche giorno prima, le autorità alessandrine rimandarono l’incontro (per poi annullarlo), ricordando come le piemontesi non avessero ancora ottenuto il necessario permesso dalle autorità locali. La sera del 30 settembre 1930 due rappresentanti del Direttorio del GFC (fra cui Giovanna Boccalini Barcellona) si recarono da Antonio Toma, responsabile dell’Ufficio Sportivo della Federazione dei Fasci di Milano, per chiedere lumi: fu spiegato loro che non avevano il permesso di recarsi fuori città per giocare, né ad Alessandria né in altri luoghi in cui erano state invitate. Il 4 ottobre 1933 La Gazzetta dello Sport annunciava trionfalmente che all’interno del GFC si era formato un Gruppo Atletico Femminile (GAF), e che “l’altra mattina sul campo di via Corti, oltre ai vari esercizi atletici, tutte le 30 giocatrici hanno preso parte ad una corsa individuale a cronometro segnando dei tempi dagli 8 ai 10 secondi sui 50 metri”. In particolare, “fra gli elementi che si sono imposti all’attenzione e alle cure dei tecnici primeggiano Lucchese Maria, Agorni Franca, Zanetti Nini, Dal Pan Ester, le quali, se coltivate in un ambiente atletico, dovrebbero in breve volgere di tempo affermarsi”: si tratta di 4 ragazze tutte presenti nelle foto (fra cui Franca Agorni, prima mai citata dalla stampa, che vediamo “apparire” nel GFC solo in queste foto). Le 4 foto, scattate effettivamente sul campo di via Corti, sono dunque gli “esercizi atletici” di cui parla la Rosea? In quei giorni, comunque, la pressione affinché le calciatrici si trasformassero in atlete doveva essere enorme, come cemerge da un passaggio di una lettera di Giovanna Boccalini Barcellona al marito, scritta domenica 8 ottobre: “Il Gruppo Femminile Calcistico ha aperta una sottosezione di atletica leggera che avrà presto un allenatore inviato dalla F.I.D.A.L. . Si è dovuto far questo per vedere di far riconoscere il Gruppo dalle Superiori Autorità”.

Unendo tutti questi tasselli, possiamo individuare un preciso fil rouge che lega non solo la maggior parte delle pochi fonti giornalistiche dell’autunno 1933, ma è pure in grado di svelarci qualcosa delle 4 foto del secondo gruppo. Dal 1° ottobre 1933 in poi, in effetti, non vi sono più vere e proprie notizie calcistiche (tabellini, cronache delle partite), etc., sulla stampa, e quello che si dice sulle calciatrici sottolinea sempre l’aspetto atletico:

  • articolo del 4 ottobre 1933 sulla Gazzetta dello Sport (già riassunto)
  • due foto de Il Littoriale, pubblicate il 5 ottobre, di cui una ritraente “gli esercizi di atletica”;
  • in un commento del 7 ottobre, Il Regime Fascista di Farinacci plaude alla nascita del nucleo atletico interno al GFC;
  • la didascalia delle 2 fotografie dell’8 ottobre, nella testata non identificata;
  • la foto degli esercizi pubblicata da Excelsior l’11 ottobre.

Poi, di fatto, il nulla mediatico, fino al celebre editoriale de Il Littoriale del 22 novembre 1933, in cui il CONI afferma di aver già fatto opera per boicottare il calcio femminile italiano, favorendo piuttosto sport più “femminili” come l’atletica o il basket. Avendo in mente questo contesto, possiamo allora ipotizzare che la qualità effettivamente superiore delle 4 fotografie del secondo sotto-gruppo sia dovuto al fatto che si tratta di fotografie di propaganda, scattate da qualcuno (forse anche un fotografo professionista, fornito da quel nucleo di “generosi” sportivi maschi a capo del GAF, provenienti dagli ambienti della FIDAL) interessato a far passare una nuova immagine delle calciatrici, tutte intente prima di tutto a svolgere quell’attività ginnastico-atletica che era fondamentale per il regime quando si parlava di educazione fisica. Il fatto che ci troviamo nel mese di ottobre, del resto è assai significativo, perché sarà solo alla fine del mese che Ugo Cardosi si dimetterà da Presidente del GFC, in palese contrasto con Giovanna Boccalini Barcellona, commisaria del gruppo e come abbiamo già visto assai critica circa la fondazione della sottosezione di atletica: in una lettera Giovanna accuserà Cardosi di opportunismo politico. La diffusione delle fotografiche “atletiche” delle calciatrici andava in questa direzione, e giustifica la loro diffusione mediatica, in un momento nel quale il GFC stava sparendo mediaticamente dai giornali italiani (e chissà perché, sparì del tutto, una volta dimessosi Cardosi …).

Ritornando alle fotografie del secondo gruppo, per le quali dobbiamo usare – come già spiegato – domenica 1° ottobre 1933 come ultima collocazione temporale possibile, dobbiamo pensare o proprio a questa data, oppure ad una precedente domenica di settembre, mese in cui sappiamo che le calciatrici si allenarono. Dall’epistolario di Giovanna Boccalini Barcellona e da una fonte giornalistica sappiamo infatti che quello del 1° ottobre era stato il terzo ritrovo della nuova stagione 1933/1934, e che domenica 3 settembre era stato fissato il primo ritrovo.


VI. La Marta cinzanina

Possiamo accostare al secondo sotto gruppo anche #9, ritraente Marta Boccalini con la maglia del GS Cinzano:

[#9] Marta Boccalini con la maglia del GS Cinzano.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino, 30.

Marta non giocò con il GS Cinzano nella prima partita ufficiale del giugno 1933: in quella del luglio 1933 scese sì in campo, ma al fianco della sorella Rosetta con le nerazzurre del GS Ambrosiano. Lo sfondo della fotografia, inoltre, ci rivela che non siamo né sul campo di via Filizi (partita di giugno) né su quello dell’Isotta Fraschini (partita di luglio), bensì su quello di via Corti. Come in #8.2, Marta indossa cavigliere bianche e calzettoni completamente neri, privi di righe orizzontali; le nappine usate per chiudere il coletto le ricadono sul petto. In #9 non indosssa l’ampia fascia bianca che ha nelle altre foto, per il semplice fatto che la sta tenendo in mano!

Se uniamo il nome di Marta Boccalini a quello di altre due sorelle “esordienti” quali Jolanda Lucchese (sorellina minore di Maria e Graziella, due colonne del GFC) e Wanda Amodeo (sorella maggiore di Brunilde Amodeo), e a quello di una new entry quale Franca Agorni, otteniamo esattamente il profilo delle cinzanine autunnali: la maglia rossoblù era diventata la divisa della squadra delle allieve.


VII. E le altre?

Mancano all’appello ancora 3 fotografie, sulle 12 dichiarate da Marta. Visto che Giuseppe era stato arrestato il 30 aprile 1933, potevano anche essere fotografie “arretrate”, della primavera/estate, che Giuseppe non aveva ancora fatto in tempo a vedere. Fra le fotografie di Luisa, in effetti, troviamo ancora:

  • una foto di gruppo di bianconere e nerazzurre, presso il campo DAS di via Tertulliano (maggio 1933);
  • una foto di gruppo di bianconere e nerazzurre, presso il campo Isotta Fraschini (luglio 1933);
  • un’altra foto di gruppo dallo stesso campo, questa volta ritraente le sole giocatrici del GS Cinzano (luglio 1933).

Ovviamente, però, potrebbe trattarsi anche di altre foto: copie di fotografie ora disponibili in altri archivi (quello di Giovanna Boccalini Barcellona, quello di Marta Boccalini, quello di Brunilde Amodeo), o ancora immagini per ora del tutto disperse.