Extra_Marta torna a Lodi

Piazza della Vittoria: a destra, il Duomo di Lodi.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]

Negli ultimi della sua esistenza (sicuramente dopo il 2000), Marta Boccalini (m. 2008)ebbe l’occasione di tornare, in giornata, nella sua città natale, accompagnata da alcuni parenti.

Monumento a Vittorio Emanuele II, Piazza Castello.
La foto è tagliata perché opera di Archinti è solamente la decorazione bronzea.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]

Ripercorrere i luoghi della propria infanzia coincideva anche col tributo ad Archinti, sia nei luoghi dove lo scultore stesso aveva lasciato traccia di sé con la propria opera, sia in quelli che la città aveva deciso nel frattempo di intitolare alla sua memoria:

Targa stradale marmorea di Corso Archinti, angolo via Solferino.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]
La parente lodigiana, Marta Boccalini e Rosa Mottino posano di fronte al cartello moderno di Corso Archinti.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]
Scuola dell’infanzia “Archinti”, in Corso Archinti 39.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]
Scuola dell’infanzia “Archinti”, in Corso Archinti 39.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]

Marta ebbe occasione di vedere da vicino alcune sculture di Archinti:

Marta Boccalini posa di fronte ad alcune statue di Ettore Archinti.
Sala dei Filippini, Biblioteca Laudense.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]
Alcune statue di Ettore Archinti La prima a sinistra è Forse è meglio che tu non veda..
Sala dei Filippini, Biblioteca Laudense.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]
Marta Boccalini e Rosa Mottino Femora escono dala Biblioteca Comunale Laudense. Si ricordi che all’epoca l’ingresso era in Corso Umberto, ora si trova in via Solferino.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]

Ovviamente, però, il cuore dell’esperienza del ritorno sarebbe stato ritornare alla propria casa natale, sita in via Cavour, vicina alla Chiesa di San Francesco:

La parente lodigiana e Marta Boccalini parlano di fronte alla Chiesa di San Francesco, mentre Natale Femora parcheggia l’auto.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]
Marta Boccalini, sorretta dalla parente lodigiana e da Natale Femora, guarda l’ingresso della propria abitazione natale, in via Cavour 55.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]
La facciata di via Cavour 55 (un tempo, civico 25), come si presenta al giorno d’oggi.
Fotografia di Marco Giani (Ottobre 2019).
Un fabbricato nel cortile di via Cavour 55.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]
Il balcone al primo piano di via Cavour.
Fonte: Archivio privato Rosa Mottino [Vietati l’utilizzo nonché la riproduzione senza l’esplicita autorizzazione di Rosa Mottino Femora]

Oltre a Rosa Mottino Femora (che ha prima ricordato la visita nel corso di una chiacchierata, e poi ritrovato a messo a disposizione queste fotografie) si ringrazia Alice Vergnaghi per la localizzazione della maggior parte dei luoghi lodigiani, Cristina Viano e Paola Fenini per quella della Sala dei Filippini.