Seguendo la narrazione storiografica presente nelle 5 parti di Giani 2019/2021, vengono in questa sede messi a disposizione ulteriori fonti (spesso trovate negli archivi personali degli eredi) sulla carriera della pattinatrice Grazia Barcellona (Milano, 1929 – 2019). Tali fonti vanno ad arricchire quelle già presenti nello specifico thread di @calciatrici1933 su Twitter:
1939
Il 30 marzo 1939 c’è una “riunione di pattinaggio” della Gioventù Italiana del Littorio (GIL) milanese, a chiusura dell’anno dell’Era Fascista XVII (1938/1939). Il pubblico milanese rimase incantato dalle
piccolissime pattinatrici che con la loro fresca e ingenua arte sbocciante hanno conquistato il cuore del pubblico.
Ma non solo la grazia, anche la bravura, frutto della pazienza e della tenacia delle insegnanti, ha colpito lo spettatore. Chi non ha applaudito la coppia composta dalla Piccola Italiana Barcellona e dal Balilla Fassi, quando si sono presentati entambi in divisa sulla candida pista ghiacciata? Questi due minuscoli pattinatori (sedici anni fra tutti e due) hanno offerto uno spettacolo di incomparabile armonia e bellezza.
Passando alle prove individuali, vengono lodati il Balilla Carlo Fassi, le Piccole Italiane Fedora Nuremberg e Ciacia Vigorelli, le Giovani Italiane Maria Battaglia, Carla Bellinzona, Tatiana Nuremberg, oltre alle sorelle Combi e a Leila Bottini.
Anna Cattaneo Dubini (che poi avrebbe fatto un’esibizione assieme al marito) condusse poi 24 Piccole e Giovani Italiane in un esercizio collettivo a 24: “hanno composto un quadro mirabile, di sincronismo perfetto, nella cornice del Palazzo del Ghiaccio addobbato di tricolori e di scritte inneggianti al Duce”



Nell’articolo Due serate al Palazzo, pubblicato nel dicembre 1939, Grazia e Carlo si meritano una breve citazione da parte dell’autrice Lina Castelli:
Ed ora agli altri. Prima di tutti Carlo Fassi perché è il più piccolo. Deve studiare molto e con ferma volontà, ma promette bene; ha fatto progressioni ed è ottimamente impostato; con lui bisogna ricordare la compagna di coppia Grazia Barcellona tanto silenziosa e timida quando “Carlino” è loquace e spigliato. Anche di questo frugolino bisogna proprio dire un gran bene; ha lavorato molto e con intelligenza, raggiungendo un buon livello tecnico.




1940
Nel marzo 1940 Ciacia Vigorelli si aggiudica definitivamente la Coppa Anna Cattaneo, sconfiggendo per la seconda volta le avversarie, fra cui anche Grazia Barcellona, ottava classificata.

1941
Il 30 e il 31 gennaio 1941 si disputarono a Milano (ovviamente al Palazzo del Ghiaccio) i Campionati nazionali di pattinaggio artistico. In prima categoria, vista l’assenza dei coniugi Cattaneo per motivi professionali, ci si aspettava nella coppia l’affermazione di Costanza Vigorelli, insidiata solo da Maria Combi (scontata la sua vittoria nella prova a coppie con Gianni De Mori). In seconda categoria, Anna Combi risultava alla vigilia l’unica iscritta, mentre “nel campionato coppie, Grazia Barcellona e Carlo Fassi daranno spettacolo del loro affiatamento e della loro valentia”. Su Neve e Ghiaccio Lina Castelli scrive:
Una parola per i nostri piccoli, come ormai sono chiamati, Grazia e Barcellona e Carlo Fassi. Il loro assieme è superiore ad ogni elogio: il programma pieno di difficoltà, ma la loro statura è nettamente contro di loro.
Hanno pattinato benissimo con un programma ancora più ricco dello scorso anno e non è errato dire che fra qualche tempo avremo in essi due valorosi rappresentanti del pattinaggio italiano.




Il 12 febbraio 1941 il Palazzo del Ghiaccio ospitò i due grandi campioni di coppia tedeschi Maxie Herber ed Ernst Baier. A far loro da corona, molti giovani pattinatori milanesi, fra cui “la coppia minuscola Barcellona-Fassi”:



Domenica 10 marzo 1941 si svolse a Milano la seconda edizione della Coppa A. C. , vinta da Costanza “Ciacia” Vigorelli. Grazia arriva ottava:





A metà marzo 1941 si svolge al Palazzo del Ghiaccio di Milano una manifestazione della GIL: duecento Piccole Italiane si sarebbero esibite al cospetto del Federale di Milano Ippolito. Grazia e Carlo ebbero l’onore di aprire le danze:
La serie è stata aperta dalle evoluzioni e dai ricami eseguiti a tempo di musica da una Piccola Italiana agile e leggera, sicurissima nei movimenti. Le ha tenuto dietro, nello stesso genere di prova, un piccolo Balilla, anch’egli svelto e sicuro, e rispettoso del ritmo. Ai due piccoli pattinatori – Grazia Barcellona e Carlo Fassi – sono stati tributati applausi caldi e festosi, che si sono rinnovati anche più insistenti quando i due bimbi hanno “danzato” in coppia.


Il 9 marzo 1941 a Milano viene disputata la seconda edizione Coppa Cattaneo, organizzata dal Circolo Pattinatori Artistici del neo-presidente Vigorelli. Fra i vari pattinatori (Carlo Fassi, Gianni De Mori) e pattinatrici (Mara Combi, Fedora Nuremberg) lodati troviamo anche Grazia Barcelona, “esatta e bene impostata”, che “ha pattinato con una leggerezza sorprendente, rivelando ancora ottime possibilità e grande intuito”


A fine marzo 1941 Grazia vince una “4a medaglia” di categoria alle gare indette dal Circolo Pattinatori Artistici di Milano, al Palazzo del Ghiaccio.

1942
Il 17 gennaio 1942 un articolo de La Sera presenta i Campionati italiani di pattinaggio artistico, previsti fra il 30 gennaio e il 1° febbraio 1942. L’inviato “Bis” descrive un gruppo di assi (assente però la “stellona” Ciacia Vigorelli, in trasferta in Germania) tutti intenti ad allenarsi al Palazzo del Ghiaccio, e ormai abbastanza svezzati da poter essere definiti “un piccolo firmamento di eccellenti virtuosi”. Per puro caso, il giornalista assiste proprio all’allenamento di Grazia e di Carlino:
Tutti e due sono bimbi sui dodici anni.
Lei fa la terza ginnasio all’Istituto De Amicis, lui la prima media al Parini. A scuola sono entrambi bravi e diligenti, ma sulla pista si dimostrano maestri.
Bisogna vederli partire velocissimi, a volo radente e iniziare, tenendosi per mano, il loro gioco perfetto, con armonioso sincronismo. Le più ardue difficoltà sono superate da questa coppia di minuscoli assi con disinvoltura sicura e magnifica.
Harry Burghardt, il maestro dice che li ha portati dallo stato di passerotti di primo nido alla presente eccellenza, li guarda con compassata soddisfazione rimandando al giorno dopo gli ammonimenti e i consigli per affinarne sempre meglio lo stile. Mentre la signora Cattaneo che insieme al marito dirige tutta la covata del Circolo pattinatori artistici di cui è presidente il comm. Remo Vigorelli, li loda con materna tenerezza apostrofandoli con dei: stelle, stelloni, che schioccano come baci.
Ecco: i due piccoli hanno concluso il loro gioco con un ultimo ardito svolazzo e, scioltisi dalla stretta, arrancano verso il bordo della pista. I loro cuori devono battere come quelli di due rondanini stanchi, ma i volti sorridono felici.

Fonte: La Sera, 17 gennaio 1942.
Fonte: Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona, 234.
Finito il momento di Grazia e Carlino, la pista viene presa in consegna dagli altri pattinatori, protagonisti annunciati degli imminenti Campionati: “le gemelle Anna e Mara Combi, uguali nel dolce volto, nel grazioso costume, nello stile”; Toti Bellinzona (“un altro astro, un’altra minaccia per la conquista del secondo posto dopo l’imbattibile Ciacia); Carla Fontana, partener di pista di Gianni de Mori, che “improvvisa una gara di velocità con Roberto Sartori”. È poi il turno delle
passerette della seconda categoria: la Nurenberg e le cuginette Mariuccia e Micaela Gillmeister che si tirano dietro nella loro scia le piccolissime della terza categoria: Franca Re, Liliana Aquilano, Silvana Marcolin, Daniela Cecchin, quattro batuffoli di lana, visetti arrossati dal vento della corsa, zazzerette giocondamente scomposte.

Fonte: Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona, 234.
La sera di sabato 7 febbraio 1942 un gruppo di pattinatori milanesi, fra cui Grazia Barcellona, si esibì a Trento:



L’indomani, domenica 8 febbraio 1942, gli stessi avrebbero dovuto esibirsi a Bologna:



Domenica 15 febbraio 1942 un compagine di pattinatori e pattinatrici milanesi, guidati dal commendator Vigorelli (che ci mise del suo, dal punto di vista economico, per rendere possibile la trasferta), sbarca a Bologna, per una esibizione pubblica outdoor, ai Giardini cittadini. La giornata di propaganda sportiva, organizzata dallo Sci Bologna Corno alle Scale, e fu un grande successo, visto l’enorme afflusso di pubblico: 1200 spettatori, assiepati attorno al laghetto interno ai Giardini. La manifestazione iniziò con la presentazione di pattinatrici e pattinatori, “magnifico gruppo nelle multicolori divise”, che venne seguita da “un minuto di raccoglimento in onore dei Caduti in guerra”. La prima ad esibirsi fu “la piccola Zuffi di Bologna, una esordiente curata dal locale comando della GIL”. Il Circolo Pattinatori Artistici di Milano fece quindi esibire la Nuremberg, Anna Combi, Carlo Fassi, Costanza Vigorelli, la coppia Carla Fontana – Gianni de Mori. La seconda parte della manifestazione vide una una esibizione collettiva delle pattinatrici della GIL di Bologna: fu quindi il turno di Grazia Barcellona, dopo cui vennero la Fontana, le sorelle Combi, la Bellinzona, Costanza Vigorelli, Gianni de Mori, “ed infine la coppia Barcellona – Fassi che ha concluso la giornata”. Lodata sopra tutte Costanza Vigorelli, c’era spazio anche per “la piccola Barcellona, destinata ad un sicuro progresso” e per “il piccolo Carlo Fassi, giovanissimo, e che dimostra una sicurezza sbalorditiva ed ha raccolto grandissimi applausi specialmente nelle esibizioni in coppia con la Barcellona sua bravissima compagna”. Fra il pubblico, oltre al Federale di Bologna (che regalò ai pattinatori, tutti adolescenti, “un distintivo ricordo), vanno segnalati perlomeno “la delegazione Ustascia” (si ricordi che in quel momento la Croazia era occupata dalle forze nazifasciste) e “le accademiste dell’Accademia della GIL di Orvieto presenti a Bologna”. Alla fine le pattinatrici, non ricevendo alcun omaggio floreale, chiesero piuttosto che “fosse fatta una offerta al posto di ristoro per militari alla nostra stazione”






Domenica 29 marzo 1942 il Palazzo del Ghiaccio di Milano ospitò ben tre eventi: prima di tutto alcune esibizioni di coppie di pattinatori tedeschi (Strauch – Noack, Marta – Musilek, Ericlo – Zeller); poi il Trofeo Città di Milano, vinto con “con sensibile superiorità” da Costanza Vigorelli; infine, il Campionato femminile della GIL “per le virtuose del pattino”. Quest’ultimo (incominciato già sabato 28) “si è concluso con il previsto trionfo del quartetto di Milano, che ha occupato i primi quattro posti in un campo di 77 concorrenti, rappresentanti 23 Comandi federali”. La prima classificata fu in effetti la “campionessa della seconda categoria Fedora Nuremberg”, con 77 punti, seguita dalle sue tre compagne di squadra Carla Fontana (p. 76), Grazia Barcellona (p. 75) e Franca Re (p. 74). Fra la autorità, il capo sportivo della GIL Tedeschi, il Vice-Federale di Milano Achilli. Alla fine della manifestazione, la signora Ada Manganiello (moglie del Presidente del CONI) inaugurò il gagliardetto del Circolo Pattinatori Artistici di Milano, mentre la premiazione fu guidata dal Segretario del CONI Puccio Pucci.




Nel dicembre 1942 si svolgono al Palazzo del Ghiaccio di Milano le gare per la disputa della Coppa FISI (nonché quelle nazionali di terza categoria, cui partecipano per il Circolo Pattinatori Artistici Liliana Aquilano, Silvana Marcolin, Titti Azria, Mirra Aquilano e Silvia Torelli). Costanza Vigorelli “si aggiudica definitivamente” la coppa con p. 136,465, secondo Carlo Fassi con p. 122,279; Grazia è quarta con p. 108,390.

1946
Nel febbraio 1946 si svolgono, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, i Campionati nazionali di pattinaggio, vinti in campo maschile da Carlo Fassi, che sbaraglia Gianni De Mari e il bolzanino Sartori. In campo femminile il primo posto è per Costanza Vigorelli, seguita da Carla Bellinzona e quindi da Grazia Barcellona:
Più contegnosa, quasi timida in certi atteggiamenti, è apparsa la terza classificata, Grazia Barcellona, che però esprime chiaramente nel nome tutte le sue doti di esperta pattinatrice di sicuro avvenire.
Interessante poi la cronaca della prova di coppia, basata sul passaggio di testimone fra i Cattaneo e Grazia – Carlo:
In coppia la stessa Barcellona con Carlo Fassi stanno ricalcando le orme vittoriose degli anziani campioni coniugi Cattaneo. I due giovanissimi successori degli inseparabili Anna ed Ercole formano una coppia, quasi dicevamo un matrimonio – di rara perfezione: con un affiatamento e un affratellamento che esprime a meraviglia le capacità di ciascuno di essi. Faranno strada, Grazia e Carlo. Auguri.


Il 16 marzo 1946 alcuni pattinatori milanesi si esibirono al Palazzo del Ghiaccio durante i due intervalli della partita di hockey su ghiaccio Diavoli – Grasshoppers Zurigo: durante il primo, Carla Bellinzona e “la coppia campione Grazia Barcellona – Carlo Fassi”, durante il secondo Costanza Vigorelli.

1947
Domenica 19 gennaio 1947 si svolsero a Milano i Campionati Italiani di pattinaggio. Nella categoria seniores femminile le iscritte erano Fedora Nuremberg, Titi Azria, Grazia Barcellona e Costanza Vigorelli, tutte quante del Circolo Pattinatori Artistici Milano, che nel maschile schierava anche Fassi e De Mori – Grazia e Carlo erano iscritti anche alla gara di coppia. La Vigorelli vinse facilmente l’inviduale femminile. con p. 286,34, ma Grazia riuscì a conquistare un secondo posto (p. 230,70), con Fedora Nuremberg terza (p. 216,80) e Titti Azzia quarta (p. 215,08). Il trionfo di Grazia e Carletto nella gare in coppia (p. 9,36) fu scontato, essendo “l’unica coppia partecipante”! Da segnalare come la premiazione delle gare fosse svolta dal sindaco di Milano Antonio Greppi: non solo un collega ma anche un amico della mamma di Grazia, Giovanna Boccalini Barcellona.


A fine gennaio 1947 un inviato del Corriere descrive Carlo e Grazia come “ragazzi prodigio”. Prima di dilunga molto sul ragazzo diciassettenne, che “soltanto da pochi mesi ha avuto dalla mamma il permesso di indossare i pantaloni lunghi”, e che i genitori avrebbero voluto perito edile – viene per altro rivelata la sua fede calcistica rossonera. Si passa poi alla sua partner:
E Grazia, veramente, si chiama la sua indivisibile compagna, la Barcellona, con la quale da più di cinque anni fila il perfetto amore. Non ci si fraintenda però: Carlino Fassi va perfettamente d’accordo con la Barcellona sul ghiaccio, ma questa marcia trionfale della coppia non accenna minimamente a tramutarsi in una futura marcia nuziale. Anzi, a dissipare ogni malizioso sospetto, Carlino ci tiene a precisare che preferisce le bionde. E Grazia è bruna e ha inoltre un anno di più del compagno.
Anche la Barcellona, però, è un bell’esempio di precocità sportiva, avendo vinto prima dei numerosi campionati di coppia quelli individuali femminili della defunta GIL.
In conclusione, il giornalista parla anche di Costanza Vigorelli, tornata dimagrita da un “viaggio di studio in Svizzera”, e ormai indirizzata sul cammino della gloria, come dimostrato dai risultati di una precedente trasferta berlinese e dai suoi 7 titoli nazionali.


Il 6 marzo 1947 si svolse al Palazzo del Ghiaccio un’esibizione di star internazionali: Hans Gerschwiler, Daphne Walker e la coppia Micheline Lannoy – Pierre Bougniet, con il contorno di Ciacia Vigorelli, Carlo Fassi e Grazia Barcellona.

Nel dicembre 1947 si svolgono al Palazzetto del Ghiaccio di Milano le preolimpioniche, pensate per selezioni atleti e atlete da inviare alle imminenti Olimpiadi invernali di St. Moritz.



Sono proprio Grazia e Carlo (oltre alla “giovane Titta Azzaria”, refuso per Titti Azria ) ad essere lodati per i “notevoli progressi” realizzati “nel corso della lunga e severa preparazione effettuata anche all’estero”: “incontrastato comunque il dominio di Fassi e della Barcellona che lasciano bene sperare in una onorevole affermazione anche contro i grandi maestri dell’artistico stranieri”. Nel singolo femminile, Grazia vince con p. 136,26; seconda Titta Azzaria, p. 125,36; terza Liliana Aquilano, p. 121,93; quarta Rita Ravanello, p. 100,86; quinta Franca Re, p. 98,43.



I risultati della gara milanese dovettero reagire con quanto venne intanto deciso a Roma:

1948
Il 1948 è, prima di tutto, l’anno olimpico di Grazia, impegnata alle V Olimpiadi Invernali di St. Moritz nel singolo femminile, e in coppia con Carlo Fassi.
Il 3 gennaio 1948 i pattinatori artistici partirono, da Milano:

Il 4 gennaio 1948 la Gazzetta dello Sport pubblicò la lista dei convocati azzurri:



A 10 giorni dall’inizio delle Olimpiadi, la Gazzetta pubblicò questa fotografia, utile per datare quella che ritroviamo nell’album olimpico, per forza scattata prima:

La stampa raccontò qualcosa degli allenamenti dei pattinatori, in ritiro nella vicina Pontresina, e soprattutto il dramma di Ciacia Vigorelli, che la sera del 30 gennaio venne ufficialmente esclusa dai gareggianti, causa un infortunio non recuperato in tempo:



Il 3 febbraio si svolse la prima parte della gara di figure: le pattinatrici in concorso fecero in tempo a svolgere solo le prime due.


Il 6 febbraio 1948 si svolse la prova di libero dell’individuale femminile, vinta da Barbara Scott: Grazia arrivò penultima.















Il Corriere dello Sport riporta unicamente il piazzamento di Grazia nelle figure libere, senza far capire al lettore che si tratta del penultimo posto.

In un articolo del 1952 verrà raccontato l’infortunio di Costanza “Ciacia” Vigorelli che non le permise di partecipare alle gara olimpica di singolo femminile per cui era stata selezionata (al suo posto gareggiò Grazia).

Fonte: La Stampa, 22 marzo 1952, p. 5
Il 7 febbraio 1948 si svolse la prova a coppie, nella quale Carlo e Grazia arrivarono tredicesimi:


Dal 27 al 29 febbraio 1948 si svolsero al Palazzo del Ghiaccio i Campionati Italiani di Milano 1948, così presentati dalla Gazzetta:


Grazia e Carlo vinsero per la prima volta sia i rispettivi titoli individuali, sia quello di coppia:


1949
Nel gennaio 1949 si svolgono a Merano i Campionati nazionali di pattinaggio: “inutile dire che i maggiori applausi sono stati rivolti agli olimpionici Carlo Fassi e Grazia Barcellona, che del resto se li sono ben meritati”. Oltre a vincere il titolo di coppia con Carlo (p. 10,10), Grazia vince anche il singolo femminile, con p. 101,610: seconda Franca Re (p. 91,884), terza Liliana Aquilano (p. 90,232), quarta Rita Ravanello (p. 68,810).





Fra il 28 e il 30 gennaio 1949 Carlo e Grazia furono gli unici italiani a partecipare ai Campionati Europei di pattinaggio, al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Carlo si classificò 4° nell’individuale maschile, Grazia 16° (su 16) nell’individuale, e insieme 9° (su 12) nella prova a coppie.

Fonte: Corriere della Sera, 21 gennaio 1949, p. 4.







Qualche giorno prima dell’inizio dei campionati, un anonimo giornalista del Corriere della Sera non si fa molte illusioni sulle reali possibilità di medaglia di Carlo e di Grazia, sia nelle prove individuali sia in quelle di coppia:





Il 28 gennaio il giornalista della Gazzetta Gaetano De Luca presentò in questi termini gli Europei di Milano:














Il 28 gennaio 1949 si svolsero le figure obbligatorie femminile, e la gara di coppia:


Fra il 18 e il 19 dicembre 1949 si tennero delle gare interne al CPAM, vinte senza problemi da Grazia Barcellona e da Carlo Fassi:

1950
Dal 20 al 22 gennaio 1950 si disputarono i Campionati Italiani di Cortina 1950:

















Felice Mariotti firma per il Corriere dello Sport un pezzo sui campionati. Il pezzo parte subito con la descrizione delle figure obbligate di I categoria:
Si è subito imposta per sicurezza e stile Grazia Barcellona (Circolo Pattinatori Artistici di Milano); poi Franca Re (Centro Universitario Sportivo di Milano), che ha avuto una condotta regolare, ma non completamente decisa; la stessa incertezza della figura di scuola si è potuta rimarcare in Mirra e Liliana Aquilano, e Ada Fugazza
Grazia vince sia la gara di figure obbligate con p. 102,12 (2a Franca Re, p. 92,63, 3a Liliana Aquilano p. 82,87), sia quella di figure libere con p. 510,61 (2a Franca Re p. 463,66, 3a Liliana Aquilano p. 414,39).
Nel pattinaggio a coppie non c’è letteralmente gara, perché anche Mariotti confessa che Grazia e Carlo sono gli unici a presentarsi, e dunque a vincere: a Carlo accadde la stessa cosa nel singolo maschile!


L’8 marzo 1950, in occasione della Giornata della donna, al Palazzo del Ghiaccio si organizzò un’esibizione pubblica: i pattinatori e le pattinatrici del CPAM (Corrado Maveri, Vera Guerreschi, Franca Tininini, Liliana Aquilano, Grazia Barcellona, Carlo Fassi, Roberto Rubino, Fiorella Negro – la quale poi non partecipò causa infortunio-, Mirra Aquilano, Didi Manzoli) e quelli del CUS (Luciana Malfatti, Giuliano Grossi, Franca Re) avrebbero fatto vedere al pubblico milanese quanto mostrato ai recenti Campionati Italiani di Cortina 1950. Il tutto si sarebbe chiuso con un’esibizione in coppia di Grazia Barcellona e Carlo Fassi.


Il 21 ottobre 1950 Carlo Fassi, Grazia Barcellona e Fiorella Negro, che già si trovavano a Chamonix per allenarsi, fecero un’esibizione pubblica:

Tratto dal Quaderno 1, Archivio privato Fiorella Negro (si ringrazia Paola Romerio Bonazzi)
Il 17 dicembre 1950 si svolsero a Milano le gare nazionali che diedero via alla stagione sportiva 1950/1951. Carlo Fassi e Grazia Barcellona vinsero rispettivamente l’individuale maschile, e quello femminile:


1951
A inizio gennaio 1951, Grazia e Carlo (che avevano nelle gare dei giorni primi ribadito la propria “incontrastata superiorità […] su tutti gli altri rappresentanti dell’artistico italiano”) sono ritratti mentre si allenano al Palazzo del Ghiaccio, in vista degli imminenti campionati nazionali. Il giornalista, che ha l’opportunità di seguire l’allenamento di persona, scrive che
la numero uno si è esercitata nelle varie figure obbligatorie che saranno oggetto di esame agli effetti della graduatoria.
Da quanto abbiamo potuto rilevare, ci è parso che la Barcellona abbia compiuto notevoli progressi e stai sulla buona strada per raggiungere la forma migliore.
La stessa fonte anticipa però che ai campionati mondiali in cartellone a fine febbraio febbraio “non parteciperà che il solo Fassi”, non Grazia.

A fine gennaio 1951, allo stadio Millepini di Asiago, si svolgono i Campionati nazionali di pattinaggio.

Quelli di prima categoria vengono vinti già in mattinata da Grazia (singolo femminile) e Carlo (singolo maschile), “che nel pomeriggio sono scesi in pista pure per le prove in coppia. Infatti, in tale specialità sono stati i trionfatori incontrastati”. Nelle figure obbligatorie Grazia vince con p. 271,3; seconda Franca Re, p. 228,3; terza Aquilano, p. 223,6. Nella classifica individuale femminile (vinta per la II categoria dalla dodicenne Fiorella Negro) Grazia è prima con p. 95,22; seconda Franca Re (CUS Milano), p. 84,70; terza Liliana Aquilano (Circolo Pattinatori Artistici, Milano), p. 79,70; quarta Manzoli (Circolo Pattinatori Artistici, Milano), p. 79,15; quinta Mirra Aquilano (Circolo Pattinatori Artistici, Milano), p. 72,96; sesta Fugazza (Circolo Pattinatori Artistici, Milano), p. 66,08. Il giornalista del Corriere dello Sport aggiunge:
Il successo poi della invincibile Barcellona è stato completato con la conquista della palma nella gara individuale. Però, crediamo che la Barcellona non rappresenterà l’Italia nei campionati mondiali di pattinaggio artistico che si svolgeranno il 23, 24 e 25 febbraio a Milano.
Questo, del resto, deve essere anche il parere del Presidente della Fd. Naz. Pattinaggio Artistico, comm. Vigorelli, che ci ha assicurato che soltanto Carlo Fassi sarà il nostro rappresentante ufficiale nei campionati del mondo.






Tratto dal Quaderno 1, Archivio privato Fiorella Negro (si ringrazia Paola Romerio Bonazzi)



Dopo i Campionati di Asiago, l’ing. Bonfiglio rilasciò un’interessante intervista a Luigi Grassi, nella quale faceva il punto della situazione di quanto aveva potuto vedere, come presidente di giuria:







Anche la rivista Eva, nel numero di febbraio 1951, dedicò un box alle pattinatrici:

Ritaglio tratto dal Quaderno 1, Archivio privato Fiorella Negro (si ringrazia Paola Romerio Bonazzi)
Subito dopo, a fine gennaio 1951 Carlo, Grazia e Franca Re vennero mandati a Bad Gastein, località sciistica vicina a Salisburgo (Austria), per i Giochi Internazionali Universitari di sci e pattinaggio, allora organizzati dalla FISU. Il giornalista del Corriere della Sera sottolineava il fatto che “la partecipazione italiana, sia numerica che qualitativa, è particolarmente importante”.

L’11 febbraio 1951 Noi Donne, settimanale dell’Unione Donne Italiane che vedeva sua madre Giovanna fra le dirigenti, dedica la copertina a Grazia, o meglio sfrutta l’immagine di Grazia pattinatrice per lanciare fra le proprie lettrici la Rassegna sportiva femminile (che si svolgerà poi effettivamente a luglio, a Roma):
Un volo pieno di leggerezza e di armonia di Grazia Barcellona, campionessa di pattinaggio artistico sul ghiaccio. Grazia parteciperà al grande INCONTRO DI PRIMAVERA fra tutte le ragazze italiane

Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona, 1538.
Dal 23 al 25 febbraio 1951 si svolsero dunque a Milano i Campionati mondiali di pattinaggio artistico. Come già annunciato in precedenza, Grazia non venne convocata dalla Nazionale Italiana, che presentò il solo Carlo Fassi, sesto nel singolo maschile. Il 31 gennaio un giornalista del Corriere dello Sport spiegava che “per Grazia Barcellona, come avevamo dato precedentemente notizia, le possibilità di una sua partecipazione sono minime considerato il valore delle avversarie”.

Finiti i Mondiali con la mediocre performance di Carlo Fassi, unico concorrente azzurro, Alessio Cerrati dalle colonne dell‘Avanti! i propri strali contro i dirigenti sportivi italiani, rei di presentato degni rappresentanti del paese ospitante la manifestazione:
I nostri atleti non sono, dunque, all’altezza della competizione in campo internazionale; perché allora il CONI, avendone le possibilità finanziarie, non incrementa adeguatamente la diffusione di questo sport che come abbiamo visto, all’estero è ritenuto degno della massima attenzione?
Infatti altre Nazioni europee hanno concorso con più rappresentanti tutti accuratamente preparati e tecnicamente efficienti.
Ci si aspettava la partecipazione di qualche campionessa italiana come Ciacia Vigorelli o Grazia Barcellona; la loro assenza, pare, sia stata causata da insufficiente preparazione. Si confida, almeno che da queste lezioni esse abbiano saputo trarre positivo insegnamento e incentivo per le prossime gare e che questi esempi edificanti, con l’apertura di nuovi campi di pattinaggio (Torino e Cortina) siano di stimolo agli adepti più promettenti di questo sport.

Il 29 marzo 1951 Grazia partecipa assieme a tanti colleghi (Carlo, Franca Re, Gundi Busch, Fiorella Negro, Roby Rubino e Corrado Maveri) ad una serata benefica per l’Istituto dei Ciechi, al Palazzo del Ghiaccio:




Tratto dal Quaderno 1, Archivio privato Fiorella Negro (si ringrazia Paola Romerio Bonazzi)
La Grande Serata Benefica sarà poi così ricordata anni dopo da Giancarlo Sioli nelle sue memorie:

Nel giugno 1951 Grazia, “campionessa italiana di pattinaggio artistico”, è la prima firmataria (come aderente, non come autrice) dell’Appello alle ragazze, pubblicato da L’Unità – per altro, una delle poche sportive, assieme ad Edera Cordiale Gentile (atleta, vincitrice di un argento olimpico a Londra 1948), Silvana Pierucci (atleta, non fu campionessa olimpionica come scritto nell’appello: partecipò da campionessa italiana a Londra 1948, arrivando però solo 14esima nel salto in lungo) e Amelia Piccinini (atleta, vincitrice di un argento olimpico a Londra 1948). Il testo voleva pubblicizzare l’Incontro di Primavera, manifestazione sportiva organizzata dall’UISP.

Dicembre 1951: assieme ad altri pattinatori e ai giocatori di Juventus e Torino, Grazia e Carlo inaugurano il Palazzetto del Ghiaccio di Torino, venendo immortalati in questo video:

Fonte: Istituto Luce.
Il 16 dicembre 1951 si aprì l’anno sportivo del Palazzo del Ghiaccio, con la disputa di una gara nazionale: per la prima volta, Grazia avrebbe indossato la casacca del CUS Milano, anziché quella del CPAM …


1952
A inizio anno, le voci di una convocazione olimpica si fanno sempre più insistenti …

Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona.
Il 5 gennaio 1952 si svolse a Merano la Coppa Città di Merano:


Grazia Barcellona e Carlo Fassi vinsero anche a Merano, come solito, le rispettive prime categorie, femminile e maschile:

Il 19 e il 20 gennaio 1952, si svolgono al Sestriere i Campionati italiani assoluti di pattinaggio artistico:



Grazia, confermando le aspettative, vince la gara femminile individuale, con 112,99 punti (la vittoria è netta, ma i giornalisti segnalano che alle sue spalle si avvicinano Liliana Aquilano e Didì Manzoli); non gareggia in quella di coppia, che non a caso non viene svolta, per la prima categoria, ma solo per la seconda (nel cui individuale trionfa Fiorella Negro).






Questi i risultati dopo la prima giornata di gare (seconda e terza categoria), e la seconda:




Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona.


Tratto dal Quaderno 1, Archivio privato Fiorella Negro (si ringrazia Paola Romerio Bonazzi)
In quell’occasione venne girato l’unico video completo che ritrae Grazia pattinare sul ghiaccio:

Qualche giorno dopo le gare, Luigi Grassi firmò un interessante articolo:






Il 21 marzo 1952 una serie di pattinatori si esibì di fronte agli studenti dei corsi di pattinaggio artistico e di velocità: Carlo Fassi, Fiorella Negro, Grazia Barcellona, Franca Re, Mirra Aquilano, Robi Rubino.

A fine marzo 1952 Luigi Grassi accennò brevemente a Grazia Barcellona, in un bilancio sulla stagione 1951/1952:









Grazia Barcellona non si iscrisse alla prima gara nazionale della stagione 1952/1953, ospitata il 14 dicembre 1952 al Palazzo del Ghiaccio di Milano:





1953
Nell’aprile 1953 Natale Bertocco (sotto lo pseudonimo di Papà Natale) firma un articolo su Carlo Fassi per Il Vittorioso, nato evidentemente da un’intervista con lo stesso (fatta di capisce un mese prima, quindi nel marzo 1953), che è molto utile per la biografia del pattinatore. Sottolineando l’evidente salto in avanti di Carlino (solo sesto alle Olimpiadi di Oslo 52, e improvvisamente primo agli Europei di Dortmund 53) Bertocco esalta il fatto che, al netto delle “poche decine di pattinatori esistenti in Italia”, Carlo abbia dato
è lui praticamente che ha dato all’Italia una posizione così considerevole, in una specialità che era sempre sembrata tabù per i nostri pattinatori. Una specialità senza allori, anche per coloro come il conte Bonacossa (scomparso recentemente lasciando gran vuoto nello sport italiano, in quanto era il nostro rappresentante numero uno presso il Comitato Olimpico Internazionale, ed a lui si deve se l’Italia potrà organizzare nel 1956 o nel ’60 le olimpiadi) o come Vigorelli e come i coniugi Cattaneo che disponevano di milioni. Carletto Fassi i milioni non li ha mai visti. E dire che anch’io ero caduto nell’errore di crederlo figlio di chissà quale industriale lombardo, di chissà quale re della gomma o delle suole, della cellulosa o delle marmellate. Niente di tutto questo. Carletto Fassi è semplice figlio di una modesta famiglia.
Suo papà è geometra alla Cassa di Risparmio di Milano, il nonno capo elettricista del Palazzo del Ghiaccio che è gestito dalla Ditta Gondrand, quella dei trasporti.
Il merito se Carletto Fassi è divenuto grande pattinatore di “artistico” è proprio del nonno, che portava con sé il nipotino al “palazzo” e un giorno – a sette anni – gli regalò un paio di scarpe con le lucenti lame da ghiaccio, dimenticate forse o scartate certo da qualche “signorino”.
È cresciuto alla buona ed è sempre rimasto così. Semplice, educato, remissivo, così diverso nel temperamento e nello stile dal suo concittadino Gardini.
Nella pagina nel Vittorioso è presente un articolo sul tennista milanese Fausto Gardini, criticato per gli scadenti risultati al netto degli investimenti fatti su di lui (venne mandato dalla Federazione ad allenarsi negli USA, sotto la guida di Mark Tennant): a questi Bertocco oppone il coetaneo Fassi. Il ritratto semi-agiografico tocca il vertice quando il giornalista ricorda la letterina ricevuta da Carlino nel 1940, vergata sul quaderno di quarta elementare, in cui il pattinatore, allegando una sua foto, avrebbe scritto: “Se i giornalisti mi aiutano e se anche lei dirà qualcosa di me alla radio, diventerò anch’io un campione”.
Unico figlio, Carletto ha potuto studiare prima al ginnasio “Parini” di Milano, quindi all’Istituto Industriale Cattaneo, dove si è diplomato geometra anche lui. Vorrebbe fare l’ingegnere, ma per ora ha dato soltanto due esami alla “Bocconi”. A tredici anni era già campione d’Italia portando via il titolo di pattinaggio artistico al vecchio De Mori. Poi con Grazia Barcellona ha vinto, già nel 1942 il titolo italiano assoluto di coppia. Durante la guerra ha dovuto per forza smettere di pattinare, ma alla ripresa nel 1947 la Federazione del Ghiaccio lo ha mandato a Londra a esercitarsi. Ed a Londra ha cominciato a risalire. Quarto nei campionati europei del ’49, terzo nel ’50, secondo nel 1951, secondo ancora nel 1952, dietro il tedesco Seibt, e finalmente primo e campione quest’anno.
Ritorna a questo punto la contrapposizione polemica contro Gardini:
Due anni fa, prima delle Olimpiadi, la Federazione Italiana decise di mandarlo a Lake Placid, a perfezionarsi sotto la guida del mago Nikelson. Solo che non gli ha dato i milioni che invece Federtennis ha speso per Gardini. Per cui una volta trasformate in dollari le centinaia di migliaia di lire risultarono pochine e finirono presto, assai presto. Non per questo il nostro Carletto si perse d’animo. Pensò di mettersi a lavorare, e chiese allo stesso albergatore di fare il cameriere. Sicché per un buon mese ha servito a tavola – diligente e rispettoso – i clienti dell’albergo, i quali altri non erano se non gli stessi compagni coi quali al mattino ed al pomeriggio andava a scuola di pattinaggio. Facendo il cameriere ha anche imparato l’inglese, un inglese un po’ americanizzato che fa torcere la bocca ai linguisti puri, ma che a lui serve così bene per andare in giro per il mondo e farsi benvolere. Tanto benvolere, che se non dovesse tornare in America non avrebbe di certo più bisogno di fare il cameriere. Troverebbe cento amici almeno felicissimi di ospitarlo. Ed anche questo è merito suo, e né la radio né i giornalisti c’entrano.


1954
Il 18 gennaio 1954 si svolgono a Milano i Campionati nazionali di pattinaggio. Carlo Fassi vince sia nell’individuale maschile, sia in coppia con “la sempre elegante Grazia Barcellona” (p. 10,62), che a quanto risulta non gareggiò nell’individuale femminile, vinto da Fiorella Negro.

1955
Nel marzo 1955 Grazia e Carlo partecipano, assieme a “numerosi atleti del ghiaccio” (Fiorella Negro, Roberto Rubino, Maveri, Emma Giardini, Luisella Gaspari, Marina D’Agata, Carla Titchtschek, le coppie Giammona – Sioli, Locatelli – Toncelli, Giuggiolini – Ceccattini, Cesarani – Bernasconi), ad una serata benefica al Palazzo del Ghiaccio il cui ricavato sarebbe andato all’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Mutilati dell’Aeronautica (presenti il presidente nazionale comm. Fabretti e quello della sezione milanese gen. Alberto Tiberio). Grazia e Carlo vengono applauditi per avere mostrato “uno dei loro migliori repertori di coppia”.

Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona.
1956
Nel libro ufficiale delle Olimpiadi di Cortina 1956 Grazia è citata nel paragrafo dedicato alla segreteria delle gare di pattinaggio artistico, guidata dall’ing. Bruno Bonfiglio. Grazia era aiutante del segretario Ugo Toffaletti, assieme ad Adriana Cattani (interprete); fra i revisori invece c’erano il “geom. Riccardo Fassi (padre di Carlo, campione europeo e poi maestro di pattinaggio)”, il rag. Gianni De Mori, il geom. Ercole Damiani, il geom. Giovanni Russo e il dott. Carlo Cattaneo.

1957
Nel marzo 1957 Grazia accompagna due pattinatrici (Emma Giardini e Karla Maria “Carla” Tichatscheck) a Praga e a Budapest, per delle gare.

1958
Un articolo di Luigi Grassi su vari momento del pattinaggio italiano maschile e femminile si chiude con l’annuncio di una importante promozione:
Grazia Barcellona è oggi il giudice italiano n.1. Da giudice “internazionale” infatti è stata promossa a giudice di campionati europei e mondiali e Olimpiadi. Complimenti vivissimi. Per la sua nota competenza e soprattutto per le sue doti d’equità e di equilibrio, Grazia meritava sì alto riconoscimento che gioverà certo al prestigio del pattinaggio italiano in campo internazionale.

Archivio privato Giovanna Boccalini Barcellona, 234.
1963
Parlando dei quattro rappresentanti azzurri ai Campionati Mondiali di Cortina 1963, ossia la 19enne Sandra Brugnera e il 15enne milanese Giordano Abbondati per il pattinaggio artistico, i coniugi Maria Grazia e Vinicio Toncelli per la danza, il giornalista del Corriere Paolo Bugialli ammette che i loro nomi “non diranno molti agli sportivi” d’Italia, i quali “di pattinatori artistici conoscono tutt’al più Carlo Fassi e Grazia Barcellona, perché questi due hanno vinto per tanti anni di seguito che ignorarli era impossibile. Ma Fassi ora è allenatore degli americani, la Barcellona fa il giudice” …
