a cura di Marco Giani
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Il primo dei tre album fotografici di Grazia Barcellona [INSERISCI LINK], dotato di un’elegante copertina marrone in pelle con fregi floreali, è intitolato “Grazia pattinatrice | dal 1938 al 1950”.


L’album si apre con la foto, datata 1938, di una piccolissima Grazia, in divisa da Piccola Italiana, al Palazzo del Ghiaccio:

Lo zoom ci permette di aver conferma non solo della location, ma soprattutto del fatto che ci troviamo durante un allenamento o un evento della GIL: due delle quattro donne sullo sfondo, infatti, indossano la divisa da Giovani Italiane, con tanto di cravatta nera d’ordinanza:

Si passa subito ad un trio di fotografie del 1939, ambientate – come sempre, in questo primo album, tranne ove indicato, al Palazzo del Ghiaccio di Milano: il titolo è, significativamente, “prime velleità di pattinaggio artistico”.

In tutte e tre le fotografie Grazia indossa un elegante vestito da gara, e nel terzo esegue il “salto del cervo”.



I tre successivi scatti ci portano al 1940. e sono dedicati ai “primi passi in coppia” con Carlo Fassi:

Nel primo scatto, proveniente da Como, vediamo una Grazia particolarmente piccola (come denunciato dal grande fiocco da bambina portato fra i capelli) e un Carlo con un cravattino nero. Alle loro spalle, sulla destra, due pattinatrici sedute, e il maestro Burghardt in piedi:

Col secondo e il terzo scatto ci spostiamo al Palazzo del Ghiaccio di Milano, dove i due bambini si esibiscono davanti ad un grande pubblico:


Non ci stupiamo allora che la pagina seguente sia dedicata proprio a Carlo “Carlino” Fassi, il partner sportivo di tutta una vita. La didascalia manoscritta “Il Carlino che ho conosciuto” forse fa emergere un filo di nostalgia: Grazia con Carlino pattinò fino ad un momento prima che quest’ultimo spiccasse agonisticamente il volo, conquistando i suoi più importanti successi in pista, fra il 1953 e il 1954. Due fotografie su tre sono datate al 1939.

Le tre fotografie sono tutte quante dedicate a mano da Carlino stesso. Nella prima, dove vediamo un Carlo Fassi vestito con un’elegante felpa di pelliccia ed un cappello nero, si legge: “Alla cara Grazia[,] mia compagna di coppia [,] con affetto | Carlino”. La specifica “compagna di coppia” è importante, perché il bambino gareggiava anche nel singolo maschile.

Nella seconda fotografia, datata marzo 1939, vediamo un Carlino più piccolo, il quale scrive con una grafia più incerta la dedica “alla cara Grazia | Carlino Fassi”: la prima fotografia potrebbe quindi essere posteriore. Ci troviamo sempre nel Palazzo del Ghiaccio, davanti all’orologio, sotto il quale si intravedono una serie di bandiere tricolori.

Nella terza fotografia, datata 1939, Carlino fa a Grazia i suoi “auguri di buone feste”. La scena ritratta è ambientata al Palazzo del Ghiaccio, in notturna (come si capisce dalle luci): viste le figure in costume attorno allo slittino, dovrebbe trattarsi di uno degli spettacoli organizzati da Harry Burghardt nell’impianto, per avvicinare la cittadinanza al pattinaggio. Data l’altezza, Fassi potrebbe essere il bambino che interagisce con la zebra.

Con la nona pagina dell’album si passa a due personaggi fondamentali per l’introduzione di Grazia la mondo del pattinaggio: i coniugi Cattaneo, cioè Ercole Cattaneo e Anna Dubini Cattaneo, rappresentanti dell’Italia alle Olimpiadi invernali di Garmisch 1936, all’epoca docenti del Circolo Pattinatori Artistici di Milano. Tutto ciò viene icasticamente riassunto dalla didascalia: “i campioni che ci furono maestri”.

Prima vengono due artistiche foto scattate in controluce:


È poi il turno di una foto autografata di Anna Dubini Cattaneo, prima maestra di Grazia, che dedica “a Grazia con molto affetto | Anna Cattaneo Dubini | Inverno 1939 | A. XVII” (partendo l’anno XVII dell’era fascista dal 28 ottobre 1939, sarà da intendere come inverno 1939/1940):

Passiamo quindi a Bardonecchia, dove nel febbraio 1940 (il mese è deducibile dal confronto con ApGr IV.72), a causa del freddo pungente, in allenamento Grazia indossa per la prima volta i pantaloni lunghi, anziché la gonna d’ordinanza: un evento evidentemente importante, per una ragazzina dell’epoca, come ricordato anche dalla pattinatrice stessa nell’intervista del 2019:
Perché in questa foto di Bardonecchia 1940 c’è segnalato che erano i primi pantaloni?
GB: Questi erano i primi calzoni che indossavo
Ma per questioni estetiche, morali … ?
GB: No, perché faceva moltissimo freddo!

I tre scatti si distinguono per la vivezza delle espressioni facciali della piccola Grazia, evidentemente contenta di quello che sta imparando a fare sui pattini:



Possiamo dedurre che le tre fotografie appena ammirate vennero scattate durante la fase di allenamento, perché nelle seguenti troviamo Grazia e Carlo in tenuta da gara. Grazia indossa in alcuni scatti un cappello scuro, per ripararsi dal sole:



Archivio privato Grazia Barcellona, I.11.2
L’impianto all’aperto in cui i due bambini si esibirono era lo Stadio Littorio, come denunciato dalla scritta sulla tribuna:

Fonte: https://bit.ly/41wrCCw .
La terza foto presente in questa pagina ritrae Grazia sì col costume indossato a Bardonecchia, ma è stata scattata a Milano, al Palazzo del Ghiaccio, come denunciato dalla balaustra in legno, decorata: la cosa è confermata dal confronto con ApGr IV.5. Ritorna anche l’infantile fiocco fra i capelli, già ammirato in I.7.1:

La pagina 12 ci rivela come a Bardonecchia Grazia e Carlino non fossero soli, bensì accompagnati dalle gemelle Combi. La dedica, e gli atteggiamenti nelle foto parrebbero dimostrare una certa benevolenza di Mara e di Anna Combi nei confronti dell’undicenne Grazia:



Archivio privato Grazia Barcellona, I.12.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.12.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.12.4





In alto, si riconoscono: Anna o Mara Combi; una pattinatrice; Grazia Barcellona.
In basso: Anna Dubini Cattaneo; Harry Burghardt; Anna o Mara Combi; Carlo Fassi.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.13.4
La pagina 14 contiene un mix di tre fotografie:

La prima fotografia ritrae i coniugi Cattaneo. Anna Dubini Cattaneo si prodiga in una lunga dedica (datata 11 febbraio 1940) alla propria allieva: “Alla piccola, ma tanto cara Grazia, con l’auguri di arrivare presto a raggiungere le mete da noi sognate e previste, certi di non aver posto la nostra fiducia in cattive mani … | Con affetto | Anna Cattaneo”.

Archivio privato Grazia Barcellona, I.13
La foto seguente è dedicata a Mariuccia Garrone, una compagna di pattinaggio di Grazia, morta il 10 gennaio 1939, in giovane età (per questo “non ci avrebbe delusi”). In suo onore, nel marzo di quello stesso anno, il Circolo Pattinatori Artistici di Milano istituì la Coppa Garrone.


Nella terza foto, di gruppo, vediamo 22 pattinatrici (compreso Carlo Fassi, unico maschio) sorridere, ritratte sopra una pista all’aperto – forse Bardonecchia, come suggerito da quel tricolore simile a quello visibile nelle foto scattate nella località piemontese. Carlo e Grazia sono seduti al centro del gruppo.

La pagina 15 è dedicata alla compagna di pattinaggio Costanza “Ciacia” Vigorelli, per anni la grande campionessa da battere per Grazia. Le due dediche affettuose paiono testimoniare un rapporto cordiale fra Ciacia e Grazia. Il riferimento alla “prima vittoria in campionato” potrebbe essere alla conquista del primo titolo nazionale nell’individuale femminile (1939).


Dedica manoscritta: “Inverno 1940 | Ringraziandoti per le continue gentilezze[,] che mi giungono tanto care | Ciacia”
Archivio privato Grazia Barcellona, I.15.1

Dedica: “Ciacia | con affetto”.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.15.2

Dedica: “Inverno 194[…] | A Grazia[,] con grande simpatia | Ciacia”.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.15.3
La pagina 16 è composta da un mix tematico, non cronologico: sono infatti tutte accomunate dal fatto di ritrarre Grazia sempre all’interno di grandi gruppi di pattinatrici e pattinatori: forse l’indicazione temporale del 1941 andrebbe verificata per ciascuno scatto. La didascalia “in funzione rappresentativa” può essere invece facilmente riferita alla prima e alla quarta foto, in cui Grazia e le compagne indossano la divisa con la M scura della GIL di Milano.

Nella prima foto riconosciamo facilmente Grazia, la più bassa delle 14 pattinatrici milanesi ritratte con la maglia “M” della GIL di Milano, terza da destra delle tre bambine in prima fila sulla destra:

Archivio privato Grazia Barcellona, I.16.1
Nella seconda foto vediamo 9 pattinatrici, e 2 pattinatori. Grazia è nell’angolo a destra, Carlino, con la felpa pellicciata già vista in un altro scatto (che, a questo punto, potrebbe essere datato al 1941), è il bambino al centro della foto.

La terza foto, particolarmente affollata, e scattata il 10 marzo 1940, ci mostra moltissimi giovani pattinatori e soprattutto pattinatrici, forse con anche le loro insegnanti. Carlo Fassi è il bambino in camicia e cravatta, al centro, in prima fila; due posti più a destra troviamo Grazia, con lo stesso vestito già visto nella foto datata al 1939 – elemento che ci fa propendere per una datazione a questo anno.

Archivio privato Grazia Barcellona, I.16.3
Nella quarta foto vediamo 19 pattinatrici milanesi: difficile identificare Grazia, e capire il rapporto tra questa immagine, e la prima fotografia.

Con la pagina 17 torniamo al mondo degli adulti che sfrecciavano sulla pista del Palazzo del Ghiaccio di Milano, magari facendosi anche accompagnare dai più giovani allievi:

Prima di tutto troviamo una foto autografata di Harry Burghardt, che il 31 marzo 1940 scrive così a Grazia: “Ti ringrazio tanto per la tua preziosa collaborazione nella nostra “danza Tirolese”. Con riconoscenza, | Harry Burghardt”. Si trattava di un numero che spesso il maestro tedesco faceva fare alle proprie allieve (sappiamo ad esempio che ciò accadde il 12 febbraio 1941, in occasione dell’esibizione presso il Palazzo del Ghiaccio di Maxie Herber e di Ernst Baier), e che Grazia continuerà a mettere in scena anche dopo (ad es. nel 1952 a Sestriere).

La seconda foto è dedicata ad una delle tante coppie di pattinatori stranieri che Harry Burghardt riuscì in quegli anni a portare al Palazzo del Ghiaccio, ossia proprio i tedeschi Ernst Baier e Maxie Herber, campioni del mondo di coppia dal 1936 al 1939. I due si esibirono a Milano per tre anni consecutivi, nel 1939, nel 1940 e nel 1941.

Archivio privato Grazia Barcellona, I.17.2
La terza foto ci porta alla fine di una delle serate internazionali organizzate da Burghardt al Palazzo del Ghiaccio di Milano, quella che – analizzando i nomi riportati negli autografi – dovrebbe poter essere identificata con quella svoltasi lunedì 3 aprile 1939, o l’indomani, martedì 4 aprile 1939, a cui in effetti parteciparono la coppia tedesca Ernst Baier – Maxie Herber, l’austriaca naturalizzata statunitense Hedy Stenuf e l’acrobata svizzero Giorgio von Bingelen.

Archivio privato Grazia Barcellona, I.17.3
La pagina seguente continua ad oscillare fra il maestro Burghardt e la compagna Ciacia Vigorelli.

Nella prima foto vediamo Harry Burghardt travestito da pagliaccio, con la seguente dedica: “Alla bravissima Grazia Barcellona[,] per ricordo alla nostra ultima esibizione 1940/41 | Milano 4.IV.41 | Harry M. Burghardt”.

Nella seconda vediamo Ciacia Vigorelli, che lascia la seguente dedica: “Inverno 1941 | Molto affettuosamente | Ciacia”.

Nella terza, Burghardt scrive: “Alla bravissima[,] simpatica allieva (potentissima promettente) Grazia Barcellona | per ricordo | dal suo maestro Harry M. Burghardt”.

La pagina successiva è dedicata a tre fotografie tratto da un esibizione del 1941 al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Vediamo prima Grazia da sola, poi in coppia con Carlo Fassi. La prima indossa il costume da gara con i finimenti bianchi, Carlo il costume scuro con le iniziali “CF” sul petto:




La pagina 20 è dedicata per metà all’attività di insegnamento di Anna Dubini Cattaneo, per l’altra a pattinatori stranieri amici di Burghardt, che Grazia aveva avuto modo di ammirare.

La prima grande foto immortala una scena del saggio finale del 1941 della GIL di Milano, le cui pattinatrici erano state preparate da Anna Dubini Cattaneo, nella foto a sinistra, che apre la fila divenuta ormai cerchio.

Il costume nero della Dubini è ancora più visibile nella foto seguente: alla sua destra, una piccola Grazia Barcellona. Alle spalle delle Piccole Italiane che compiono il saluto romano d’ordinanza, la scritta “DUCE” attraversa il muro interno del Palazzo del Ghiaccio, dietro il grande orologio pavesato col tricolore.

Arriva poi una piccola foto di Erich Zeller, amico di Burghardt, e suo compagno di pattinate a Garmisch.

Viene poi la foto dei tedeschi Gerda Strauch e di Günther Noack, terzi classificati nei campionati tedeschi di coppia del 1941, poi primi in quelli del 1942 e in quelli del 1943. Nel marzo 1942 i due si esibirono al Palazzo del Ghiaccio di Milano:

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