a cura di Marco Giani
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Con la pagina 21 entriamo pienamente nel 1942: Grazia e Carlo si allenano ancora in una Milano sempre più sotto le bombe alleate, mentre non resta che sospirare “Brr .. che freddo!”, durante una pausa degli allenamenti. Visto che ApGr I.21.3 coincide con ApGr IV.15, che è datata 9 gennaio 1942, le foto devono essere state scattate nei primissimi giorni del gennaio 1942.




Nel gennaio 1942 la GIL organizzò una trasferta nella Croazia occupata: prima a Karlovac, poi a Zagabria: alcuni pattinatori avrebbero viaggiato al seguito dei membri della squadra di hockey maschile, esibendosi dopo le loro partite contro squadre locali della Gioventù Ustascia. Il fatto che si trattasse di un’esibizione propagandistica non solo sportiva ma anche politica è segnalato non solo dalle tute nazionali indossate da pattinatori e pattinatrici (con font diversi per sesso, e il simbolo della GIL sul petti dei maschi), ma anche per l’ultima foto scattata prima della partenza in un Palazzo del Ghiaccio deserto, in cui si vede il saluto romano provato assieme. La squadra, accompagnata da Anna Dubini Cattaneo, sarebbe stata composta da tre pattinatori e da quattro pattinatrici, che possiamo identificare quasi completamente grazie alle fotografie (le fonti giornalistiche, infatti, non danno alcun nome): Gianni De Mori, Carlo Fassi e un alto pattinatore, non identificato (forse il bolzanino Guido Endrici, o il trentino Bruno Benini?); Carla Fontana, Carla “Toti” Bellinzona, Fedora Nuremberg e Grazia Barcellona.


Archivio privato Grazia Barcellona, I.22.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.22.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.22.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.22.4

Archivio privato Grazia Barcellona, I.22.5

Archivio privato Grazia Barcellona, I.22.6

La fotografia, a differenza delle altre, è stata fatta in studio (presso quello di Mario Berva, a Milano): per essere messa in questa pagina, è stata tagliata. La foto intera è ApGrBa IV.16.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.22.7
La pagina successiva mostra gli azzurri in azione, invertendo però l’ordine cronologico, visto che i primi scatti sono presi da Karlovac, dove i pattinatori si esibirono il 19 gennaio 1942, dopo gli hockeisti della GIL: un’esibizione pubblica all’aperto, con un freddo rigido, a giudicare dai cappelli arruffati di un Carlo Fassi divenuto “porcospino”!

Nella prima delle foto da Karlovac, riconosciamo i tre pattinatori azzurri con la felpa scura già vista a Milano, le quattro ragazze in un’elegante divisa bianca della GIL, Anna Dubini Cattaneo (all’estrema destra), e altre due pattinatrici: sappiamo dalle fonti giornalistiche che anche la Gioventù Ustascia mandò in pista le proprie rappresentanti.

Archivio privato Grazia Barcellona, I.23.1

Prima fila: Carlo Fassi (1° da sinistra), Grazia Barcellona (2°), Fedora Nuremberg (3°), Carla “Toti” Bellinzona (4°), Carla Fontana (5°).
Seconda fila: Gianni De Mori; un pattinatore.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.23.2

Da sinistra: Grazia Barcellona (1°); Fedora Nuremberg (2°); Carla “Toti” Bellinzona (3°); Carla Fontana (4°); Carlo Fassi (5°); Gianni De Mori (6°); il pattinatore italiano non identificato.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.23.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.23.4

La pagina 24 raccoglie 6 scatti da Zagabria, dove i pattinatori si esibirono due giorni prima, il 17 gennaio 1942.

Nelle prime tre foto vediamo Grazia Barcellona e Carlo Fassi (col cappello dei Balilla) che, assieme a Carla “Toti” Bellinzona, guardavano qualcosa sulla pista: quasi sicuramente la partita di hockey su ghiaccio, non essendosi ancora cambiati. Se nella prima foto, a sinistra, si intravede ancora Anna Dubini Cattaneo, in mezzo siedono due croati, in divisa militare: grazie alla segnalazione di Goran Milijan, li possiamo identificare con il commisario sportivo Zebić e con Ivan Oršanić, dal 1941 al 1944 Segretario Amministrativo della Gioventù Ustascia.

Archivio privato Grazia Barcellona, I.24.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.24.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.24.3

A sinistra e a destra del palo, le due pattinatrici locali; a destra, Grazia Barcellona guarda la valigia di una di loro.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.24.4
Nelle due foto seguenti i pattinatori, sempre guidati da Anna Dubini Cattaneo, posano in un grande gruppo, assieme a molti adulti: dovrebbe trattarsi degli hockeisti italiani della GIL (cioè Bienna, Cesana, Gerli, Bulgheroni, Biesanti, Brezzi, Radini, Verdelli, Bazzoni, Bucchetti, Bassi, Federici, Soncini), in tour con i pattinatori – meno probabilmente, di militari italiani.


Archivio privato Grazia Barcellona, I.24.5
Con la successiva pagina si torna in Italia, e più precisamente a Torino (siamo sempre nel 1942), per una gara in esterna:



Archivio privato Grazia Barcellona, I.25.2



Archivio privato Grazia Barcellona, I.26.2
Con la pagina 27 rimaniamo nel 1942, ma ci spostiamo a Milano, all’interno del Palazzo del Ghiaccio:




Archivio privato Grazia Barcellona, I.27.3

La pagina 28 è dedicata all’esibizione organizzata il 15 febbraio 1942 nel laghetto interno ai Giardini Margherita di Bologna, a cui parteciparono pattinatori milanesi e locali (della GIL Bologna). Il CPAM mandò per l’occasione Fedora Nuremberg, Anna e Mara Combi, Costanza “Ciacia” Vigorelli, Carla Fontana, Gianni De Mori, Carla “Toti” Bellinzona, Grazia Barcellona e Carlo Fassi.

Grazia si esibì prima da sola, e poi in coppia con Carlo Fassi: è quindi probabilmente per questo che la vediamo indossare due costumi diversi, prima nero (con colletto di pizzo bianco), e poi chiaro, lo scudetto sabaudo e littorio al petto:







Si riconoscono: Gianni De Mori (1°); le gemelle Combi (2° e 3°); Carla Fontana (4°); Carla “Toti” Bellinzona (5); Costanza “Ciacia” Vigorelli (6°); Fedora Nuremberg (7°); Grazia Barcellona (8°); Carlo Fassi (9°).
Archivio privato Grazia Barcellona, I.29.1


La pagina 30 è dedicata ad un’altra trasferta italiana, quella di Trento, sempre nel 1942. Le foto sono posizionate dopo, ma siamo una settimana prima di Bologna, cioè sabato 7 febbraio 1942 (come da data che si legge dietro la medaglia ApGrBa M.110).


Archivio privato Grazia Barcellona, I.30.1

Si riconoscono: Grazia Barcellona (1° da sinistra), Giovanna Boccalini Barcellona (2°, con la mano guantata sulla spalla di sua figlia Grazia), Carlo Fassi (davanti a loro); le gemelle Combi (cappotto più chiaro, al centro del gruppo); in ultima fila, forse i genitori Fassi; Fedora Nuremberg (di fianco a Carlo Fasi, in cappotto chiaro); Costanza “Ciacia” Vigorelli (davanti a loro, in cappotto nero); Carla “Toti” Bellinzona (al suo fianco); Gianni De Mori (dietro la seconda gemella, con la faccia coperta); Carla Fontana (all’estrema destra).
Archivio privato Grazia Barcellona, I.30.2

Dietro di loro, una delle gemelle Combi.
La prima da sinistra, in cappotto scuro, è Costanza “Ciacia” Vigorelli.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.30.3
Con la pagina successiva ritorniamo per un attimo all’esibizione di Bologna. L’indicazione manoscritta dice “sfoggiamo il nostro primo scudetto” perché in effetti a inizio 1942 Grazia e Carlo vinsero il loro primo titolo nazionale di coppia.



Passiamo ora ad un’altra trasferta del 1942, quella di Bolzano, in occasione della quale Grazia e Carlo indossarono un’originale camicia a quadri:






La pagina successiva è dedicata alla trasferta di allenamento a Seefeld in Tirol, nota stazione sciistica austriaca. Siamo nel gennaio 1943, e le milanesi si recarono lì sotto la direzione dell’allenatrice tedesca Thea Frenssen:



Archivio privato Grazia Barcellona, I.33.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.33.3
Nella quarta foto di pagina 33 compaiono, assieme a Grazia, Carlo e Ciacia anche le due piccoline della spedizione, cioè Gundi Busch, figlia di un industriale tedesco trapiantato a Milano, ed Erika Kraft, allieva di Erich Zeller e speranza del pattinaggio di Garmisch:

In prima fila, da sinistra: Gundi Busch; Erika Kraft.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.33.4





Nelle foto di Seefeld sono ritratte anche piccole scene di vita quotidiana, come quella in cui “la signora Frenssen … predica” alle pattinatrici sottostanti un balcone, o quella in cui il gruppo si dirige “verso la pista”. Che la scena sia costruita ce lo dimostra ApGBB, 392, in cui vediamo Giovanna Barcellona ed un’altra donna (la madre di un’altra pattinatrice) che ridono mentre fotografano alle spalle di Thea Frenssen, bardata nella stessa pelliccia maculata che vediamo in questa fotografia.


In prima fila: Erika Kraft; Gundi Busch.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.36.1


Archivio privato Grazia Barcellona, I.37.1
L’album ci offre poi un’interessante spaccato delle “prima lezioni della sig. Frenssen”, immortalate in 8 fotografie che ci permettono di intuire i metodi di allenamento utilizzati dall’allenatrice tedesca. Sullo sfondo di alcuni scatti, la barocca Seekirche di Seefeld, chiamata così proprio perchè ‘chiesa del lago”, in quel momento ghiacciato:


Archivio privato Grazia Barcellona, I.38.1


Archivio privato Grazia Barcellona, I.39


Si riconoscono: Gundi Busch (1°); Erika Kraft (2°); forse Carlo Fassi (3°); Grazia Barcellona (4°, in camicia a quadri), Costanza Vigorelli (5°), Thea Frenssen (ultima).
Archivio privato Grazia Barcellona, I.40.1


In primo piano, Gundi Busch.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.41.1


Archivio privato Grazia Barcellona, I.42.1


Sullo sfondo, un edificio sulla cui facciata c’è scritto “Terrassen – Cafè”.
Grazia Barcellona (in camicia a quadri) è di spalle, e osserva la scena con delle compagne.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.43.1


Archivio privato Grazia Barcellona, I.44.1


Archivio privato Grazia Barcellona, I.45.1
[INSERISCI LE QUATTRO PAGINE MANCANTI]
Con la successiva foto facciamo un salto di anno, e al biennio 1944/1945, quello nel quale, a causa dei bombardamenti alleati, il Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi divenne inagibile, costringendo pattinatori e pattinatrici del CPAM a trovare location lontane dal capoluogo lombardo per le proprie esibizioni.
È probabilmente a causa delle confusione degli anni di guerra che, al momento di assemblare l’album, Grazia fece una certa confusione cronologica fra le tre esibizioni sui laghetti ghiacciati prealpini, che siamo invece in grado di datare così, appoggiandoci a fonti giornalistiche: Lago di Mergozzo (4 febbraio 1944), patinoire di Varese (14 gennaio 1945) e Lago di Ghirla (21 gennaio 1945). L’indicazione “1944” presente sulla pagina 46 andrebbe quindi corretta in “1945”, e la pagina 47 preposta al 46.

I primi due scatti della pagina 46 fanno quindi riferimento all’esibizione del 21 gennaio 1945 presso il lago di Ghirla, un piccolo lago della provincia di Varese che, per la usa poca profondità tendeva molto facilmente a ghiacciare. Il cast è quello di una settimana prima, con l’aggiunta di una pattinatrice – non ancora identificata.

Si riconoscono: Harry Burghardt (1°); Mirra Aquilano (3°); Liliana Aquilano (4°); Costanza “Ciacia” Vigorelli (5°); Carla “Toti” Bellinzona (6°); Grazia Barcellona (7°); Vittorio Maggi (8°).
Una foto alternativa dello stesso gruppo è ApHMB, II.59; la foto coincide invece con ApHMB, II.60. Un’altra alternativa è ApHMB, I.178.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.46.1


I successivi tre scatti ci portano a quanto accaduto una settimana prima, domenica 14 gennaio 1945, presso la pista esterna temporanea allestita all’interno del Parco Mantegazza di Varese, che tuttora ospita il Castello di Masnago. Grazia, vestita di bianco, venne accompagnata per una volta dal padre Giuseppe, e si esibì assieme a Costanza “Ciacia” Vigorelli, Carla “Toti” Bellinzona, le sorelle Liliana e Mirra Aquilano, sotto la guida dei maestri Harry Meyer Burghardt e Vittorio Maggi.

Archivio privato Grazia Barcellona, I.46.3

Nell’archivio di Harry Burghardt si conserva una foto simile, ossia ApHMB, I.177.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.46.4

La pagina 47 ci mostra un’altra trasferta di emergenza nei laghi prealpini datata 4 febbraio 1944, ossia quella di Gravellona Toce, o meglio al Lago di Mergozzo, in cui vediamo una Grazia particolarmente smagrita, ragionevolmente a causa della penuria alimentare di quei mesi. Questi scatti vanno visti insieme agli altri 4 presenti in ApGBB, 1671 .


Archivio privato Grazia Barcellona, I.47.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.47.2


Archivio privato Grazia Barcellona, I.47.4

La seconda pagina proveniente dal Lago di Mergozzo ci mostra le figure obbligatorie scavate dal pattino di Grazia sul ghiaccio:





Con la terza ed ultima pagina dedicata al Lago di Mergozzo torniamo al rapporto con gli altri: prima due fotografie con Costanza “Ciacia” Vigorelli, poi una dedicata all’intero gruppo dei milanesi in trasferta:

Archivio privato Grazia Barcellona, I.49.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.49.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.49.3
La pagina 50, l’ultima dedicata agli anni della Seconda Guerra Mondiale, è composta da una miscellanea di fotografie, tratte dai momenti già visti nelle precedenti pagine:


Archivio privato Grazia Barcellona, I.50.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.50.2
La terza foto, scattata al Palazzo del Ghiaccio di Milano nel 1943, immortala Carla “Toti” Bellinzona, una delle pattinatrici più presenti negli scatti di quegli anni. La dedica recita: “Alla carissima Grazia Barcellona, con l’augurio di grandi vittorie sportive! | Toti Bellinzona | Milano 1943”.

La quarta foto, che immortala la pattinatrice tedesca Lydia Veicht, campionessa nazionale nell’individuale femminile ininterrottamente dal 1937 al 1941, è stata autografata il 20 dicembre 1942 a Milano (quando cioè si esibì nel capoluogo lombardo), e recita: “Für Grazia mit [unseren] Wünschen | Lydia Veicht”.

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