a cura di Marco Giani
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Con la pagina 21 passiamo direttamente al Secondo Dopoguerra: l’album non contiene infatti foto del 1945, né prima né dopo il 25 aprile, cosa resa credibile dal fatto che il Palazzo del Ghiaccio ci mise un po’ a riacoprire i battenti.
La pagina 51 contiene tre foto scattate presso la taverna del Cristallo (cioè l’albergo che ospitava la pista di pattinaggio) di Cortina d’Ampezzo, nel 1946:


Archivio privato Grazia Barcellona, I.51.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.51.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.51.3


Archivio privato Grazia Barcellona, I.52.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.52.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.52.3

Grazia Barcellona è al centro della foto; Carlo Fassi è il secondo da destra.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.51.4
La didascalia parla dello “Stadio del Ghiaccio di Cortina”, ma l’attuale Stadio Olimpico del Ghiaccio venne inaugurato solo nel 1955:


Archivio privato Grazia Barcellona, I.53.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.53.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.53.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.53.4


Archivio privato Grazia Barcellona, I.54.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.54.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.54.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.54.4
Anche le foto della pagina 55 sono datate 1946. Le prime due foto sono state scattate a Trento, le altre tre a Milano.


Archivio privato Grazia Barcellona, I.55.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.55.2
La terza e la quarta fotografie, scattate all’interno del Palazzo del Ghiaccio, narrano un simpatico episodio, permesso dal fatto che in quello stesso impianto si allenassero gli hockeisti, e quindi ci fossero a disposizione le loro mazze. Si improvvisò così, nel marzo 1946 (data deducibile da ApGrBa, IV.50), un match di hockey su ghiaccio fra i componenti della squadra di pattinaggio artistico (in maggioranza di sesso femminile) e quelli della squadra di pattinaggio di velocità (all’epoca, esclusivamente maschile). Durante l’intervista del 2019, Grazia commentava così:
In quest’altra foto, invece, vedo che voi ragazze assieme ad alcuni ragazzi del pattinaggio artistico sfidate ad hockey su ghiaccio la squadra tutta maschie dei velocisti …
GB: Sì, ma solo per divertimento …
Com’è, giocare a hockey?
GB: Beh, è un po’ un pasticcio, col bastone …

Si riconoscono: Grazia Barcellona (3°); Anna Dubini Cattaneo (4°, con scudo sabaudo sul petto); Talamona (6°).
Archivio privato Grazia Barcellona, I.55.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.55.4
La quinta fotografia di porta ai Campionati nazionali assoluti di Milano 1946, vinti nell’individuale femminile da Costanza “Ciacia” Vigorelli, seguita da Carla “Toti” Bellinzona e da Grazia Barcellona:

Archivio privato Grazia Barcellona, I.55.5
Con il Secondo Dopoguerra ripresero anche i contatti con i pattinatori esteri, questa volta però non solo più di lingua tedesca, ma anche inglese: ce lo testimoniano due foto autografate, entrambe datate 1947.

Nella prima foto autografata, l’inglese Daphne Walker (campionessa nazionale, in quel 1947) scrive “to Grazia […] you lots of good luck | Daphne Walker | 1947”, cioè ‘a Grazia, [augurandole] un sacco di buona fortuna.

Nella seconda lo svizzero Hans Gerschwiler, di stanza a Londra dov’era allenato dallo zio Jacques, scrive: “to Grazia with best wishes | Hans Gerschwiler | 1947”:

Siamo ormai arrivati alle Olimpiadi di St. Moritz 1948, per prepararsi alle quali Grazia Barcellona, Carlo Fassi e Costanza “Ciacia” Vigorelli andarono in ritiro nella vicina località svizzera di Pontresina. Questi cinque scatti, in cui vediamo Grazia allenarsi in costume nero, sono però gli unici “olimpici” presenti in quest’album, perché a questa manifestazione è dedicato specificatamente il secondo album.






Smaltita la delusione olimpica, Grazia e Carlo si esibirono a Ponte di Legno, nel febbraio 1948:


Archivio privato Grazia Barcellona, I.58.1





Archivio privato Grazia Barcellona, I.59.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.59.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.59.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.59.4


Archivio privato Grazia Barcellona, I.60.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.60.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.60.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.60.4
Con la pagina 61 arriviamo all’ottobre 1948, quando Grazia e Carla vanno in Inghilterra, per esibirsi a Londra, nello Stadio di Wembley.






Nella successiva pagina una grande fotografia immortala Carlo Fassi e Grazia Barcellona (primo, e ultima della fila) assieme ad altri grandi campioni, europei, fra cui la cecoslovacca Alena Vrzáňová, la quale si sarebbe si laureata campionessa mondiale, ma l’anno successivo, nel 1949. Alena Vrzáňová già dal 1946 si recava in Inghilterra per essere seguita a Richmond (un sobborgo di Londra) da Arnold Gerschwiler: quando il partito comunista prese il potere in patria, iniziò ad essere criticata per queste trasferte, per essere poi messa sotto sorveglianza dagli agenti della sicurezza del regime. Grazia potrebbe averla già conosciuta alle Olimpiadi di St. Moritz, dove si era classificata quinta: l’anno dopo, agli Europei di Milano 1949, sarebbe arrivata seconda, dietro Eva Pawlik; ai Mondiali di quell’anno, a Parigi, quando l’austriaca si infortunò prima del programma libero, la cecoslovacca la scalzò in classifica, conquistando il titolo mondiale a cui la milanese faceva riferimento. Nel 1950 Alena Vrzáňová vinse l’Europeo di Oslo e il Mondiale di Londra, durante il quale le venne offerto asilo politico, che accettò. Divenuta professionista, Alena venne raggiunta dalla madre, ma non dal padre, che venne imprigionato per 13 anni; l’ormai ex pattinatrice non potè così tornare a Praga se non nel 1990, in occasione della Rivoluzione di Velluto.
Sotto la terza e la quarta figura da sinistra ci sono due nomi manoscritti, appartenenti ad una coppia di pattinatori provenienti dalla “Suede” (‘Svezia’, in francese). Si tratta di Torgil Rosenberg, nel 1949 vice-campione nazionale svedese nell’individuale maschile, e di una pattinatrice non identificata.


La pagina 65 ci testimonia i rapporti di Grazia Barcellona con altri due pattinatori italiani – il primo a rotelle, il secondo su ghiaccio.

Nel primo caso, Piero Barresi, vincitore della medaglia di bronzo agli Europei di Sanremo 1948, dona il 6 marzo 1948 a Grazia una stampa che lo immortala sulle rotelle con questa dedica: “Dedico alla campione d’Italia Grazia Barcellona[,] con ammirazione sportiva | Piero Barresi”. Barresi, pattinatore su ghiaccio dilettante, aveva qualche settimana partecipato con Lidia Piantella ai Campionati Italiani di Milano 1948, coi colori dello SC Galvani di Torino: erano stati ovviamente sconfitti da Grazia e Carlo, che avevano ribadito il loro titolo nazionale di coppia. Barresi risulta fra i firmatari secondari della cartolina che Harry Burghardt aveva inviato a Grazia Barcellona e a Carlo Fassi il 15 dicembre 1948, da Sanremo.

Nella seconda fotografia leggiamo invece la dedica del pattinatore di velocità Sergio Toschi: “A Grazia olimpica, compagna di gioie e di dolori, acché mi dia un po’ meno calci negli stinchi | Sergio Toschi | Milano, 6 marzo 1948” (ma potrebbe essere anche 1949). Toschi era stato pre-convocato dalla Nazionale italiana alle Olimpiadi di St. Moritz 1948: ma poi non gareggiò. Non si può per ora escludere che fosse lo stesso presente, in Val Engadina, come riserva, e che quindi abbia potuto vedere coi propri occhi le deludenti gare olimpiche di Grazia.

Con la pagina 66 si passa direttamente al 1950, e ci si sposta a Lugano, in Svizzera, dove in gennaio i milanesi Carlo Fassi, Grazia Barcellona e Vera Guerreschi andarono ad esibirsi “su un laghetto vicino” alla città ticinese.


Archivio privato Grazia Barcellona, I.66.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.66.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.66.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.66.4

Archivio privato Grazia Barcellona, I.66.5


Archivio privato Grazia Barcellona, I.67.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.67.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.67.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.67.4
La pagina 68, dedicata ad una trasferta a Cortina d’Ampezzo del 1950, ci fornisce alcune immagini che ci mostrano come dovevano svolgersi questo tipo di viaggi sportivi.


Si riconosce Grazia Barcellona, 1° da sinistra; Vera Guerreschi (2°).
Archivio privato Grazia Barcellona, I.68.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.68.2

Grazia Barcellona è al centro del gruppo.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.68.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.68.4
L’arrivo a Cortina è la scusa buona per l’ormai classica gita al Faloria:





Arriva poi una simpatica foto che ritrae un “gruppo di madri allo Stadio” di Cortina. Fra le tante impellicciate, si nota Giovanna Boccalini Barcellona (2° da destra), più sobria, come richiesto ad una politica comunista dell’epoca.

Archivio privato Grazia Barcellona, I.69.5.
Arrivano finalmente le immagini dei Campionati Italiani di Cortina 1950, disputati il 22 gennaio 1950. Si parte con le figure di scuola ‘obbligatorie’:


Archivio privato Grazia Barcellona, I.70.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.70.2

Archivio privato Grazia Barcellona, I.70.3

Archivio privato Grazia Barcellona, I.70.4

Archivio privato Grazia Barcellona, I.70.5


Archivio privato Grazia Barcellona, I.71.1
La seconda foto della pagina 71 ritrae Carlo Fassi, Grazia Barcellona, il “presidente della federazione” Remo Vigorelli e “il campione di velocità Musolino”, cioè Enrico Musolino, rappresentante dell’Italia sia alle Olimpiadi di St. Moritz 1948 sia ad Oslo 1952, il quale aveva da poco stabilito a Chamonix il record italiano sui 1500 m. Musolino si trovava lì perché quell’anno, in via eccezionale, la federazione aveva deciso di far svolgere assieme, nella stessa località, sia i campionati di artistico che quelli di velocità. Una scelta che non verrà replicata, visto che nel 1951 i primi verranno disputati ad Asiago, i secondi a Piné, e nel 1952 i primi a Sestriere, i secondi a Madonna di Campiglio.

Da notare come gli ultimi due non indossino i pattini.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.71.2



Archivio privato Grazia Barcellona, I.71.5


Nella pagina 73 vediamo foto scattate sempre a Cortina, e sempre nel gennaio 1950, nelle quali però Grazia indossa un altro vestito rispetto agli scatti precedenti. Potrebbe semplicemente trattarsi di un cambio vestito per la gara di libero individuale femminile, oppure proprio di un’altra occasione.






Archivio privato Grazia Barcellona, I.75.1
La lunga didascalia della pagina 76 ci spiega perché in una fotografia proveniente da Cortina 1950 avevamo trovato il pattinatore di velocità Musolino: in quell’occasione, infatti si disputarono assieme sia i campionati di artistico che quelli di velocità, favorendo quindi la commistione delle due comunità sportive.


Come denunciato dalla didascalia, nella foto sono presenti “i velocisti Guido Caroli ed Enrico Musolino e gli allenatori dt. Perneca per la velocità e sig. Frenssen per l’artistico”.
Guido Caroli (rappresentante dell’Italia alle Olimpiadi di St. Moritz 1948, Oslo 1952 e Cortina 1956) dovrebbe essere il 4° da sinistra, o il 5°. Fra gli altri, si riconoscono: Carlo Fassi (5°); Enrico Musolino (6°); Thea Frenssen (7°); Grazia Barcellona (8°).
Archivio privato Grazia Barcellona, I.76.1
Nella seconda foto di questa pagina vediamo Grazia Barcellona (2° da sinistra) e Carlo Fassi (4°, col cappello) assistere, in mezzo a due pattinatori di velocità (vestito scuro, fascia al braccio), ad una gara di velocità di Gianfranco Carmignano, sui 1500 m.



Archivio privato Grazia Barcellona, I.77.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.77.2
Conclusosi il “dossier” su Cortina 1950, seguono due fotografie scattate sempre all’inizio di quell’anno.

Nella prima, risalente al febbraio 1950, vediamo Franca Re (in costume tirolese) e Grazia Barcellona andare a braccetto, forse in occasione di un carnevale sui pattini, con un uomo travestito da diavolo.

Nell’alta, scattata nel marzo 1950 a Cervinia, vediamo Grazia e Franca Re sui campi da sci:

Archivio privato Grazia Barcellona, I.78.2


Archivio privato Grazia Barcellona, I.79.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.79.2
Si passa poi a Sestriere, sempre nel 1950:


Archivio privato Grazia Barcellona, I.80.1

Archivio privato Grazia Barcellona, I.80.2

Quello più a destra, con gli occhiali, pare essere il “Sergio” di ApGrBa I.79.2. Le due sorelle pattinatrici di ApGrBa I.80.1 e ApGrBa I.80.2 dovrebbero invece essere quelle al centro della fotografia, con Ercole Cattaneo (?) alle loro spalle.
Archivio privato Grazia Barcellona, I.80.3
Il primo album finalmente si conclude: l’ultima foto è stata scattata nel marzo 1950, al Palazzo del Ghiaccio.


La fotografia, scattata alla fine di una delle serate aperte al pubblico (in questo caso, organizzata da Milano Sera), ritrae ben 11 pattinatori, di tutte le età e i sessi:


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