a cura di Marco Giani
Tutti i diritti per le immagini pubblicate in questa pagina appartengono agli eredi di Grazia Barcellona, ai quali ci si può rivolgere per il loro utilizzo.
Il secondo dei tre album fotografici di Grazia Barcellona è interamente dedicato alle Olimpiadi invernali di St. Moritz 1948, disputatisi nella località svizzera dal 30 gennaio all’8 febbraio 1948.
La copertina di questo album “olimpico” è di pelle, marrone; all’interno, a differenza degli altri due album, viene utilizzata solamente la facciata di destra, lasciando libera quella di sinistra. L’album presenta alcune foto non incollate, che vengono marcate con “b” e “c”, dopo il numero di pagina.

Archivio privato Grazia Barcellona, II.1

Appoggiata (non incollata, come il resto delle foto) alla contro-copertina troviamo una grande fotografia, dotata in basso a destra di un timbro in rilievo: “Michael Kennedy | Seattle, Wash.”. Un’indicazione che ci permette di risalire velocemente all’identità della pattinatrice e del pattinatore che nella foto sorridono, abbracciati a Carlo Fassi e a Grazia Barcellona. Si tratta infatti di Karol e di Michael “Peter” Kennedy, originari di Shelton, Washington. I due si classificarono 5° nella gara a coppie delle Olimpiadi del 1948: nel 1950 riusciranno a vincere la medaglia d’oro ai Mondiali di Londra.


Fonte: La Gazzetta dello Sport, 31 gennaio 1948, p. 4
Le prime fotografie incollate ritraggono Costanza “Ciacia” Vigorelli, Carlo e Fassi, ossia i tre azzurri che avrebbero dovuto difendere i colori dell’Italia alle Olimpiadi di St. Moritz 1948 – alla fine, Costanza Vigorelli non gareggerà, lasciando a Grazia il posto nell’individuale femminile, oltre che nella gara di coppia.


Ci troviamo evidentemente all’interno di uno studio fotografico.
Archivio privato Grazia Barcellona, II.4.1
Già nella seconda foto di questa pagina 4 si delinea il destino di esclusa dalle gare di Ciacia: solo Carlo e Grazia, infatti, posano indossano la bella divisa bianca da gara dell’Italia, con tanto di tricolore sul petto.

Archivio privato Grazia Barcellona, II.4.2
In una foto volante vediamo coloro che poi risulteranno i vincitori della gara a coppie, ossia i belgi Pierre Baugniet e Micheline Lannoy, i quali vergano la seguente dedica: “A Grazia, en toute sympathie | Pierre Baugniet | Micheline Lannoy”. Nell’Archivio privato Harry Meyer Burghardt si trova una fotografia molto simile (cioè ApHMB, IV.253), donata evidentemente nella stessa occasione di questa.

Archivio privato Grazia Barcellona, II.4b
La pagina 5 è tutta dedicata alla cerimonia di inaugurazione, svoltasi il 30 gennaio 1948 presso l’Eisstadion Badrutts Park, lo stadio olimpico del ghiaccio di St. Moritz:

La prima foto immortala il portabandiera italiano, col tricolore in mano; dietro di lui, viene un primo gruppo di azzurri, in giacca grigia e col basco bianco, il capo d’abbigliamento che caratterizzava gli italiani, come detto dalla voce narrante del film ufficiale dell’Olimpiade (circa da 13:50 a 140:04). Dietro di loro, la pattuglia alpina, in tuta bianca e cappello alpino; infine, all’estrema destra, si intravede la fila singola comprendente le quattro azzurre. Dietro le ragazze, non inquadrato, il grosso degli azzurri, sempre in divisa e basco bianco.


Archivio privato Grazia Barcellona, II.5.2





Le azzurre presenti, tutte quante raccolte in un’unica fila, erano quattro. Si riconoscono, da sinistra, le sciatrici Renata Carraretto e Celina Seghi, seguite Grazia Barcellona e da Angiola Maria “Titti” Azria.

Si riconoscono: Renata Carraretto (1°); Celina Seghi (2°), Grazia Barcellona (3°), Angiola Maria “Titti” Azria (4°).

Archivio privato Grazia Barcellona, II.6.2

La prima foto della pagina 7, scattata prima o più probabilmente dopo la cerimonia di inaugurazione, ci mostra il gruppo dei pattinatori, coi loro accompagnatori. Viene per primo il dirigente Bruno Bonfiglio, poi Grazia (in divisa del CONI), Anna Dubini Cattaneo, Costanza “Ciacia” Vigorelli (in cappotto civile), Angiola Maria “Titti” Azria e Carlo Fassi.


Archivio privato Grazia Barcellona, II.7.2

Le due foto della pagina 7 sono fondamentali, perché permettono l’identificazione di Angiola Maria “Titti” Azria, la cui presenza quel giorno alle Olimpiadi non è per ora documentata da alcuna fonte giornalistica. Prima di tutto, è evidente che la ragazza di fianco a fassi in ApGrBa, II.7.1 e II.7.2 sia la stessa ben visibile durante la cerimonia apertura, e che quindi effettivamente sfilò insieme a Grazia Barcellona e alle due sciatrici durante le cerimonia ufficiale.

In secondo luogo, le due foto di ApGrBa, II.7 ci mostrano che non può trattarsi di Costanza “Ciacia” Vigorelli, presente nella stessa foto, e vestita in borghese. Il confronto con la fotografia presente sulla tomba milanese di Titti Azria ci dà la ragionevole certezza che si tratti di lei (anziché di Liliana Aquilano, l’altra pattinatrice che settimane prima era stata pre-allertata come riserva, i cui tratti somatici sono assai differenti):



La cartolina prestampata di pagina 8, apparentemente poco importante, risulta invece molto utile, perché ci mostra la pista di ghiaccio di Pontresina, usata dagli azzurri per la preparazione olimpica – un mese prima dell’inaugurazione del 30 gennaio, ma anche presumibilmente dopo, giacché le figure obbligatorie maschili vennero disputate il 2 febbraio, quelle femminili il 3 febbraio, mentre le finali maschili, femminili e di coppia nei tre giorni consecutivi 5, 6 e 7 febbraio 1948.



Le due pagine sono un tributo ai vincitori dell’individuale femminile e di quello maschile, ossia la canades Barbara Ann Scott e lo statunitense Richard “Dick” Button:


Archivio privato Grazia Barcellona, II.9.1


Archivio privato Grazia Barcellona, II.10.1
Le due foto seguenti vedono il trio Costanza “Ciacia” Vigorelli – Grazia Barcellona – Carlo Fassi prima con l’allenatrice Thea Frenssen, quindi con il presidente federale (nonché padre di Ciacia) Remo Vigorelli. Visto lo sfondo che si intuisce (con la balaustra dotata di vetro) e l’abbigliamento di Grazia e Carlo, siamo a Pontresina. Ciò, per altro, metterebbe più in relazione queste foto della pagina 11 con le seguenti, tutte quante scattate a Pontresina, probabilmente per essere usate poi dagli uffici stampa, vista l’alta qualità dello scatto, e la plasticità delle posizioni.

La Gazzetta, in effetti, pubblicò questa fotografia sul suo numero del 20 gennaio: la foto deve essere quindi datata a prima del 19 gennaio 1948.

Archivio privato Grazia Barcellona, II.11.1
Da notare la differenza fra i due scudetti tricolori: quello di Grazia è più grezzo, quello di Carlo dotato dei cinque cerchi olimpici, nonché della scritta ITALIA.











Archivio privato Grazia Barcellona, II.15.1
La seconda foto di pagina 16 si distacca da tutte le precedenti, ed è stata probabilmente scattata sempre a Pontresina ma in un’altra giornata, come si nota dal foulard e dai pantaloni lunghi indossati da Grazia Barcellona.

La pagina 16 è composta da due foto provenienti dalle due diverse sessioni di foto, quella “ufficiale” e quella d’allenamento:


Archivio privato Grazia Barcellona, II.16.1

Archivio privato Grazia Barcellona, II.16.2
Questa pagina contiene due foto non incollate. La prima, ritraente una pattinatrice cecoslovacca (come da stemma sul petto) dovrebbe essere di Alena Vrzáňová, 5° a quelle Olimpiadi, e soprattutto citata da Grazia nel primo album (vd. ApGrBa I.64.1) come una delle più grandi fra le campionesse incontrate qualche mese dopo a Londra.

La seconda foto ci riporta invece a Pontresina, alla famosa struttura in legno e vetro a bordopista, e ci fa vedere uno spaccato della vita dei pattinatori. A sinistra, una donna e Thea Frenssen si voltano verso il cane col quale sta interagendo Carlo Fassi, che sul braccio del maglione scuro (azzurro?) indossa un tricolore federale. Di fianco al ragazzo, Grazia Barcellona parla, con di fianco un uomo, una donna, e poi ancora un uomo, tutti di spalle.

Riprendono quindi le foto “ufficiali” in divisa italiana bianca, sempre da Pontresina:




Con la pagina 19 appare una terza tipologia di foto, scattate sempre a Pontresina: Grazia Barcellona e Carlo Fassi indossano una gonna corta e un pantalone lungo grigi, e soprattutto due vistosi maglioni con una fantasia a stella alpina.


La pagina 20 contiene due foto in cui possiamo ammirare, sempre a Pontresina, quattro pattinatori ed un pattinatore mentre compongono una piccolo coreografia, avvitandosi su se stessi. Se riconosciamo al centro Grazia Barcellona, e a destra Carlo Fassi, niente si può dire sull’identità delle 3 pattinatrici rimanenti. Potrebbero essere Ciacia Vigorelli, e le azzurre Titti Azria e Liliana Aquilano, che avrebbero dovuto in effetti raggiungere i tre titolari a Pontresina.




Nella prima foto di pagina 21 vediamo ritornare lo stesso cane che avevamo già intravisto in ApGrBa II.16c, che a questo punto possiamo ipotizzare appartenesse a Costanza “Ciacia” Vigorelli, la quale lo tiene, in mezzo a Carlo Fassi e a Grazia Barcellona.

Nella successiva ritroviamo Grazia Barcellona e Carlo Fassi col maglione alpino, insieme a Costanza Vigorelli (vestito nero, foulard bianco) e Thea Frenssen, con la sua classica pelliccia.

La pagina seguente è dedicata ai trasporti:

Nella prima vediamo Grazia Barcellona (la terza a destra) che, assieme ad altre due donne, viene trasportata in carrozza (forse a pattini) da due uomini:

Nella seconda invece vediamo Costanza “Ciacia” Vigorelli, Thea Frenssen e Grazia Barcellona che posano accanto ad una macchina targata Milano, forse quella della famiglia Vigorelli. Significativamente, solo Grazia indossa la divisa federale, mentre Ciacia veste in borghese.

Nonostante con la pagina 22 l’album si concluda, sopra la pagina è appoggiata un’interessante foto, che ci permette di vedere uno spaccato della famosa tribunetta di legno e di vetro a Pontresina:

Due ingrandimenti ci permettono di vedere meglio i volti, nonché quali personaggi indossino i pattini. Nel primo riconosciamo una pattinatrice (3° da destra), Grazia Barcellona (2° da destra) e infine sua madre Giovanna Boccalini Barcellona (1° da destra).

Nel secondo gruppo, dopo due donne sullo sfondo, riconosciamo Remo Vigorelli, davanti a cui non a caso appare il cane; al suo fianco, Costanza “Ciacia” Vigorelli ride con un uomo, indossando un paio di pattini.

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